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L’Aquila, opere d’arte rubate dopo il sisma rinvenute in costiera amalfitana

Identificati ricettatori e collezionisti senza scrupoli
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ROMA – E’ andato a buon fine l’intervento dei Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Tutela Patrimonio Culturale che, in seguito a un decreto di perquisizione emesso dalla Procura della Repubblica di Salerno, ha permesso il recupero di 37 opere d’arte databili tra il XVI e il XX secolo. Un’importante operazione sul mercato clandestino delle opere d’arte avviata nel settembre 2017, che ha portato non solo al recupero di una parte considerevole del nostro patrimonio culturale – tra i pezzi sequestrati spiccano 5 pale d’altare strappate a due chiese in provincia dell’Aquila e un dipinto attribuito a Guido Reni – ma anche all’identificazione di alcuni ricettatori e collezionisti senza scrupoli.
In conferenza stampa, dopo la presentazione del generale Fabrizio Parrulli, il procuratore aggiunto a Salerno, Luigi Cannavale, ha dichiarato: “In questo caso sono orgoglioso di rappresentare la Procura della Repubblica di Salerno e dei suoi rapporti con il Mibact e con i Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale. Salerno- continua- è diventato un crocevia per questo mercato spregiudicato, ma con il lavoro di squadra i risultati sono sempre più importanti e lasciano ben sperare”.
Il tenente colonnello Nicola Candido ha spiegato alcuni dettagli dell’operazione investigativa: “Grazie agli strumenti tecnologici della Banca dati, riusciamo a identificare opere anche scomparse da decenni. Il contributo della componente che si occupa di questo tipo di accertamenti è stato particolarmente rilevante. Ci riempie di orgoglio- conclude- soprattutto il recupero delle pale sottratte nella zona colpita dal sisma del 2009”. Maria Vittoria Marini Clarelli ha concluso l’incontro illustrando la storia delle due pale d’altare esposte in conferenza stampa, sottratte al polittico della chiesa di San Rocco di Formia, attribuite all’artista Geronimo Stabile e risalenti al 1540.

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