ROMA – Quattordici studenti italiani accompagnati da alcuni docenti sono in partenza per Nairobi per due settimane di “winter school”, un’immersione a 360 gradi nella realtà del Kenya. Il viaggio è organizzato dalla Lumsa, in collaborazione con la Catholic University of Eastern Africa e la locale ambasciata d’Italia: non ci saranno solo lezioni ma anche incontri con innovatori sociali, imprenditori, giornalisti, cooperanti, operatori culturali e scienziati. Previste anche visite nei quartieri popolari della capitale, alla nuova “smart city” di Konza e al Centro spaziale Luigi Broglio a Malindi.
“UN INVESTIMENTO SUL FUTURO”
“E’ un investimento su ciò che è più prezioso”, sottolinea Pietro Sebastiani, ambasciatore, direttore e fondatore del nuovo Africa Center della Lumsa: “La conoscenza e il dialogo, con al centro i giovani, che sono poi il nostro futuro”. L’arrivo a Nairobi degli studenti, accompagnati anche dal prorettore alla Ricerca e all’internazionalizzazione Gennaro Iasevoli, è previsto per questa domenica. Già lunedì il tour e l’inizio dei corsi alla Catholic University of Eastern Africa, l’ateneo che ospiterà la “winter school”: una prima settimana con lezioni e dialoghi con studenti e professori keniani e una seconda fuori dalle aule, di conoscenza diretta della realtà sociale, imprenditoriale, diplomatica, culturale ed economica di un Paese di riferimento in Africa. “Sarà un’immersione nel contesto locale, non solo un’esperienza di mini Erasmus+”, sottolinea Sebastiani. “È importante preparare i ragazzi al mondo che verrà, perché l’Africa è un continente che sta diventando sempre più significativo e che come europei dobbiamo imparare a conoscere nelle sue molteplici realtà e opportunità.
DIALOGO SULLA “SILICON SAVANNAH“
Pochi giorni prima della partenza, gli studenti hanno potuto dialogare con l’ambasciatore del Kenya in Italia, Fredrick Mattwanga’a. In primo piano, nella sua testimonianza, il dinamismo di una società giovane, con una propensione spiccata all’innovazione, cuore di “un’economia particolarmente forte nel settore delle startup e del digitale”, come suggerisce anche l’appellativo “Silicon Savannah” usato in riferimento a Konza e ad altre città tecnologiche. C’è poi la visione politica. Secondo Mattwanga’a, “il Kenya ha legami sempre più stretti con l’Europa e con l’Italia e rappresenta un partner anche nella costruzione di una cittadinanza globale”. L’appello dell’ambasciatore è a superare gli “stereotipi” sull’Africa e a riflettere anche sull'”harambee“, una parola in lingua swahili che significa “unire le forze” o “fare squadra” e che potrà essere un riferimento anche per i borsisti in partenza.
ANCHE A MALINDI, NEL CENTRO SPAZIALE
A Nairobi gli studenti visiteranno il complesso delle agenzie delle Nazioni Unite ma anche lo “slum” di Kibera. Incontreranno imprenditori ed esponenti della società civili e saranno anche ospiti dell’ambasciatore italiano Vincenzo Del Monaco. La “winter school” farà poi tappa a Konza, hub tecnologico pensato per 100mila abitanti e pronto per la sua “fase 2”, e al Centro spaziale Luigi Broglio, nato in riva all’oceano Indiano da una cooperazione con l’Italia avviata nei primi anni Sessanta e che si rinnova adesso anche con laboratori per lo sviluppo di “CubeSat”, nanosatelliti di ultima generazione.







