lunedì 16 Marzo 2026

Nonnismo nella protesta contro Beatrice Venezi? I lavoratori della Fenice: “Fango e sciacallaggio contro di noi”

Il sindaco di Venezia e il Soprintendente hanno accusato di 'nonnismo' e di 'pensiero unico' i lavoratori della Fenice che da mesi protestano contro Beatrice Venezi: "Sciacallaggio comunicativo"

VENEZIA – “Respingiamo con fermezza le accuse di ‘nonnismo’ o di un presunto ‘pensiero unico‘ che imporrebbe la protesta. Parlare di una minoranza che trascina una maggioranza silenziosa significa offendere l’intelligenza e la libertà di centinaia di professionisti che, con il loro voto e la loro partecipazione, hanno sostenuto consapevolmente le mobilitazioni di questi mesi” alla Fenice di Venezia. Le segreterie regionali di Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil e Fials-Cisal del Veneto hanno replicato così alle dichiarazioni del sindaco Luigi Brugnaro e del sovrintendente Nicola Colabianchi, ritenendo “doveroso ristabilire alcuni punti di verità a tutela della dignità e della professionalità dei lavoratori del Teatro”. L’argomento è sempre lo stesso: la protesta degli orchestrali e dei lavoratori della Fenice contro la nomina di Beatrice Venezi, avvenuta nell’ottobre scorso. Negli ultimi giorni la protesta è proseguita un occasione della prima della Traviata, quando anche il direttore d’orchestra ha indossato la spilla creata ad hoc contro la nuova direttrice del Teatro. Nel malumore dei lavoratori confluiscono anche a scelte aziendali legate al welfare.

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Nella nota, poi, accolgono con “favore il recente dietrofront sul welfare aziendale, ora annunciato come imminente dopo mesi di rinvii e di generiche promesse di ‘erogazione con calma’. Tuttavia, non accettiamo che un riconoscimento economico sotto forma di welfare, introdotto per attenuare le gravi ricadute economiche causate dal mancato rinnovo del contratto nazionale per oltre vent’anni, venga oggi presentato come concessione. Se si sblocca quanto a novembre era stato congelato, ciò avviene grazie alla determinazione e alla coerenza dei lavoratori, non per generosità politica né per opportunità legate a scadenze elettorali”.

I sindacati ne hanno anche per le parole dette in Senato da Colabianchi sull’autonomia delle Fondazioni e la trasparenza dei ruoli: quelle dichiarazioni “contrastano con la realtà gestionale che viviamo quotidianamente. Non si può invocare ‘fiducia’ e ‘fine della precarietà’ a Roma, mentre a Venezia si consolida un accentramento decisionale che marginalizza competenze interne e riduce il cartellone a una vetrina di ‘campioni di visibilità‘. Un Teatro d’opera non è un’arena sportiva in cerca del colpo di mercato”.

Per Cgil-Cisl-Uil e Cisal di categoria, poi, “giustificare l’assenza di nomi di rilievo internazionale nella prossima stagione con generici motivi tecnici o esigenze di visibilità rappresenta un segnale di debolezza progettuale. La Fenice merita una programmazione all’altezza della sua storia, fondata sul merito artistico e su una visione culturale solida, non su opportunità mediatiche o politiche contingenti”. Anche Usb esprime “profondo sdegno” e “ferma condanna” per le dichiarazioni di sindaco e sovrintendente: “È inaccettabile che i vertici istituzionali e aziendali, invece di valorizzare il capitale umano che rende grande Venezia nel mondo, scelgano la via detta delegittimazione e dell’offesa gratuita. Parlare di nonnismo significa gettare un’ombra di fango su una comunità di professionisti che opera quotidianamente con rigore morale e una trasparenza esemplari”.

Usb ricorda che la Fenice “non è solo un edificio, ma il frutto del lavoro instancabile di donne e uomini dotati di altissime qualifiche artistiche e tecniche. Sono questi lavoratori che, con il loro sacrificio e la loro dedizione, hanno reso, stanno rendendo e renderanno la Fenice un simbolo di eccellenza e un vanto per l’intero Paese. Attaccare i lavoratori etichettandoli con termini degradanti è un atto di sciacallaggio comunicativo che mira a nascondere le criticità gestionali, scaricando le responsabilità su chi, con onestà e competenza, garantisce il sipario alzato ogni sera”. La Fenice, conclude Usb, appartiene alla città e a chi la fa vivere con il proprio talento. Non permetteremo a nessuno, men che meno a chi dovrebbe rappresentarne la massima tutela, di infangare la stona e il presente di questo Teatro”.

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