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VIDEO | Aritmie fatali, il cardiologo: “Per gli atleti vaccinati meglio un controllo in più con ecocardiogramma e risonanza magnetica”

Visti i frequenti casi di miocarditi che riguardano i giovani, il cardiologo Alessandro Capucci lancia alcune raccomandazioni di screening soprattutto per i giovani atleti

Pubblicato:13-02-2023 18:44
Ultimo aggiornamento:13-02-2023 18:44
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eco cardiogramma
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ROMA – Un sedicenne della provincia di Vicenza muore all’improvviso per un malore. Così anche una quarantenne davanti al fidanzato mentre tornano a casa. Si accascia durante una partita di padel invece un altro giovane. Sono o sembrano tante e frequenti le notizie di malori improvvisi che riguardano i giovani. Di miocarditi, vaccini contro il Covid e possibili associazioni ha parlato il cardiologo Alessandro Capucci, già professore all’Università delle Marche e primario a Piacenza che, intervistato dalla Dire, ha dato anche una serie di raccomandazioni di screening soprattutto per i giovani atleti. “Più del 50% dei casi di miocardite post vaccinazione sono stati riscontrati nei giovani tra 12 e 24 anni soprattutto dopo la seconda dose Pfizer e Moderna e sono stati riportati anche nella rivista Vaccine 2021”, ha esordito il cardiologo.

“La miocardite- ha ricordato- è una malattia infiammatoria che prende il muscolo cardiaco e in base alla quantità di virus o agenti infettivi può dare scompenso e deficit contrattile. Ce ne è una forma meno evidente che guarisce e lascia cicatrici, ma anche a distanza di tempo può determinare complicanze severe di tipo aritmico fino alla morte improvvisa“. Per questo ai giovani atleti vaccinati, sottoposti a maggiori stress fisici, ha raccomandato “elettrocardiogramma sotto sforzo, ecocardio e poiché sulla miocardite anche l’elettrocardiogramma può non essere sensibile se ci sono sintomi, bisogna fare la risonanza”.

LE MORTI IMPROVVISE

Le morti improvvise sono quindi allo studio. “Ci sono segnalazioni- ha precisato il cardiologo- di morti improvvise tra i giovani. In una lettera un cardiologo Usa lamenta che nel 2021-2022 277 atleti siano morti all’improvviso, mentre la media degli anni precedenti era di 29, al massimo 100 in altre casistiche”. Sono gli anni della vaccinazione anti-Covid, richiesta dallo Stato. E ancora uno studio “tedesco su 25 persone con morte improvvisa entro 20 giorni dalla vaccinazione ha riscontrato in 4 di queste persone, ovvero il 16%, la miocardite. I numeri delle morti improvvise, insomma, sono preoccupanti almeno in fascia d’età giovanile”.


I DUBBI SULLA NECESSITÀ PER I GIOVANI E SUL GREEN PASS

Sui rischi del Covid Capucci si rifà anche a quanto pubblicato “già nel 2020 da Jama Pediatrics: solo il 7% dei giovani under 18 ha avuto una malattia severa rispetto al 53% degli adulti e già questo- ha insistito- rende dubbia l’utilità del vaccino per proteggere un giovane che ha scarsa possibilità di avere la patologia severa”.

Dubbi, da parte del medico, anche sulla comunque superata questione Green pass. “Ricordiamo tutti il vicepresidente Pfizer che ha detto ‘non abbiamo avuto il tempo di fare un test per il contagio’, motivo per cui il Green pass non aveva alcuna base logica”, ha affermato ancora il medico, sottolineando poi che per i giovani non aveva nemmeno una giustificazione medica stando appunto alle evidenze degli studi. “Sui vaccini si parla di rischio-beneficio e se andiamo a vedere la patologia Covid severa per i giovani era molto ridotta. Anche per la miocardite determinata da Covid, questo è un lavoro fatto dal Journal clinical medicine del 2022, la miocardite da virus è risultata su 0,0046% delle persone e pericardite sullo 0,0056%. Non c’è quindi maggior incidenza di miocarditi da Covid”.

L’APPELLO AI MEDICI

Infine un appello ai medici che hanno suggerito ai genitori di vaccinare i figli a prescindere: “Siamo medici e la nostra professione- ha ribadito il cardiologo- non è seguire pedissequamente le linee guida, ma valutare il paziente e fare il bene della sua salute. Le nuove evidenze- ha concluso- dicono di avere prudenza invece di effettuare una terapia non così testata per cui il rapporto rischio beneficio non pare favorevole ai giovani”.

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