Il direttore dell’Eipr: “Ora Zaky sta coi criminali comuni”, sabato l’udienza sulla scarcerazione

Trasferito a Talkha, il ricercatore ha detto: "Mi trattano bene"
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ROMA – “La notizia dell’udienza sulla custodia cautelare fissata a sabato 15 febbraio si per sé non è una cattiva notizia. Ma non saltiamo a conclusioni affrettate: sabato i giudici non si pronunceranno sulle accuse a carico di Zaky, discuteranno il ricorso dei suoi legali per la scarcerazione. Quindi ci si atterrà agli affetti procedurali”. Lo ha dichiarato all’agenzia Dire Amr Abd Al-Rahman, direttore dell’Egyptian initiative for personal rights (Eipr), ong che sta seguendo attraverso i suoi legali la vicenda giudiziaria di Patrick Zaky. Come prosegue il responsabile, “oggi Zaky ha incontrato i familiari e i legali. Le sue condizioni sono buone, ha detto di non subire maltrattamenti ma la nuova struttura in cui è stato trasferito (la stazione di polizia di Talkha, ndr.) non è adeguata come la precedente”, ossia quella di Mansoura. Questo perché “è un po’ più lontana rispetto a dove abita la sua famiglia, inoltre è più affollata”. I detenuti inoltre “non sono prigionieri di coscienza, ma hanno commesso altri tipi di crimini e reati comuni”. Per Abd Al-Rahman il trasferimento a Talkha “è una scelta che non comprendiamo”, perché “dietro a questa misura non c’è nessuna logica”.

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13 Febbraio 2020
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