Renzi alza il tiro e qualcuno dei suoi pensa di mollarlo. Pd sempre più nervoso: chi lo ha detto che non si vota?

L'editoriale di Nico Perrone per Direoggi
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ROMA – Sarà che si avvicina Carnevale, quando ogni scherzo vale. Ma nella maggioranza di Governo il clima è sempre più teso. Soprattutto nel Pd, dopo le ormai quotidiane incursioni di Matteo Renzi, i nervi sono al limite: «Il senatore di Scandicci fa il bullo– dice un Dem di peso- è sicuro che può scorazzare a suo piacimento attaccandoci ogni giorno puntando sul ‘tanto non si vota’. Ma chi lo ha detto? L’esperienza insegna, in queste situazioni alla fine c’è sempre qualcosa che fa partire la rissa e allora ci si mena».

Anche il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, comincia a stare stretto nei panni del responsabile ad oltranza. Oggi ha chiamato i giornalisti per ribadire che i cittadini italiani sono stufi di questi attacchi, di quanti puntano solo al proprio tornaconto di visibilità. Preoccupa la crisi che non molla il Paese ed anche le nubi nere che si avvistano all’orizzonte, con la botta a livello economico che arriverà anche da noi sull’onda dell’epidemia scoppiata in Cina.

Il leader di Italia Viva lotta per la sua sopravvivenza. In Parlamento si rincorrono voci su alcuni suoi parlamentari che, stanchi delle sue manovre, stanno riflettendo se mollarlo per tempo. «Renzi scommette che tanto, alla fine, non ci saranno le elezioni anticipate… che è possibile abbattere Conte e questa maggioranza e sostituirla con un Governo di unità nazionale, con tutti dentro», è il ragionamento, comune, che si coglie tra i Dem e anche nel M5S.

Non sarà così, perché oggi sia Orlando che Delrio, big del Pd, hanno detto a chiare lettere che dopo Conte ci sono solo le elezioni. C’è bisogno di uno scatto in avanti, soprattutto che dentro il M5S (e Conte) si arrivi a delineare una alleanza strategica col Pd. In questo caso il percorso, e la futura battaglia contro le destre, avrebbe un senso e qualche possibilità di vittoria.

Lo si vedrà presto. Sotto traccia si continua a lavorare per arrivare ad una intesa per le prossime regionali: «L’alleanza col Pd è ancora possibile sia in Campania che in Liguria- dicono nel M5S- difficile nelle Marche ma non in Puglia». Se, invece, alla fine sarà rissa, nel Pd ragionano così: «Fatto il referendum a fine marzo sul taglio dei parlamentari, serviranno due-tre mesi per approvare la nuova legge elettorale e disegnare i collegi, e poi si vota. Così Renzi sarà spazzato via».

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13 Febbraio 2020
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