Prescrizione, l’ira di Conte contro Italia Viva: “Atteggiamento inaccettabile”. E i renziani disertano il Cdm

Dopo la richiesta di chiarimento da parte del premier Conte, Matteo Renzi annuncia che i ministri di Italia Viva non andranno in Cdm
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ROMA – Italia Viva vota con l’opposizione in commissione Giustizia al Senato, scatenando la rabbia del premier Conte e la contro-risposta dei renziani che, questa sera, diserteranno il Consiglio dei Ministri chiamato a votare il ‘Lodo Conte’ sulla prescrizione.

A rompere l’unità della maggioranza era stato il voto del senatore renziano Giuseppe Cucca che, questa mattina in commissione Giustizia al Senato, ha votato a favore dell’emendamento al decreto intercettazioni proposto dal deputato di Forza Italia, Enrico Costa. L’emendamento è stato bocciato, con 12 voti a favore e 12 contrari (il pareggio al Senato equivale a un no), ma ora gli equilibri della maggioranza sembrano essere definitivamente saltati.

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CONTE: RICATTI INACCETTABILI, ITALIA VIVA CHIARISCA

Immediata la reazione del premier Giuseppe Conte: penso che “Italia viva debba darci un chiarimento, ma non lo deve dare al sottoscritto ma a tutti gli italiani. I ricatti non sono accettati da nessuno”.

Il comportamento di Italia Viva è inaccettabile, non si può ammettere che una forza di maggioranza un giorno voti con le opposizioni e uno minacci di sfiduciare un ministro della Giustizia che è anche il capo delegazione del partito di maggioranza”, aggiunge il premier.

Sulla possibilità che le ministre di Italia Viva disertino il Cdm convocato questa sera alle 20 sulla riforma della Giustizia, il premier Conte parla chiaro: “Non sedersi al tavolo del consiglio dei ministri non sarebbe un fatto da trascurare. La riterrei un’assenza ingiustificata, se si dovesse confermare“.

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RENZI: DISERTIAMO CDM, SENZA DI NOI NON C’E’ LA MAGGIORANZA

A stretto giro, la replica di Renzi: “Noi alle nostre idee non rinunciamo. Ci sono battaglie che vanno fatte anche quando non conviene, per questo noi stasera non andremo al Cdm. Perche’ Bonafede ha detto che stasera ci sara’ al voto il lodo Conte bis, che e’ un pasticcio da azzeccagarbugli che non sta in piedi. Il presidente del consiglio non puo’ dire che e’ un’assenza ingiustificata. Perche’ questo lo dice un preside, non un presidente. Noi stiamo marcando una distanza su tutto”.

“Caro presidente del consiglio- continua Renzi- tu puoi cambiare maggioranza, lo hai gia’ fatto, sai come si fa. Quello che noi pensiamo e’ che tu non possa dire che siamo opposizione maleducata. Perche’ se siamo opposizione, voi non avete maggioranza”.

“Se volete avere un’altra maggioranza non ci metteremo di traverso. Vi daremo una mano. Ma non saremo mai tra quelli che per tenersi uno sgabello rinunciano a un principio“, aggiunge a proposito della battaglia sulla prescrizione.

RENZI A BONAFEDE: 2 MESI PER CAMBIARE O CI VEDIAMO IN SENATO

“Quanto a Bonafede, che ci accusa di molestarlo (ma l’ex DJ avrà mai letto il codice penale? Lo sa che la molestia è un reato?), noi auguriamo al Ministro buon lavoro. Gli diamo due mesi di tempo. Se le cose cambiano, bene. Altrimenti ci vediamo in Senato”. Lo scrive Matteo Renzi, leader di Italia viva, nella Enews di questa mattina.

“Ieri- continua Renzi- si è votato il Lodo Annibali alla Camera: se fosse passata la proposta di Lucia Annibali, sarebbe tornata in vigore la legge del PD fatta da Orlando & Gentiloni. Invece il PD – incredibilmente – pur di votare contro Italia Viva, ha tenuto in vigore la legge populista fatta da Bonafede & Salvini. A tutti quelli che mi dicono: ma perché hai fatto la scissione? Da ieri posso rispondere anche: perché un partito che sceglie il giustizialismo contro il garantismo non è più casa mia. E ho come l’impressione che i riformisti del PD non abbiano compreso che cosa ci sia scritto dentro il Lodo Conte. Appena lo leggeranno e lo capiranno ci sarà da divertirsi”.

“Intendiamoci- spiega il leader di Italia Viva- sulla battaglia della giustizia giusta non molliamo perché è una questione di civiltà. Ci sono più di mille innocenti mandati in carcere ogni anno. Lo Stato spende milioni e milioni di euro per i casi di malagiustizia. La Corte Costituzionale ha affrontato ieri i primi ricorsi contro le leggi di Bonafede dello scorso anno e ha già pronunciato la prima sentenza di incostituzionalità. E chiaramente incostituzionale è anche la proposta contenuta nel c.d. Lodo Conte. Dunque: su questo tema, non si molla. Noi con i garantisti, gli altri con i giustizialisti. Perché il garantismo sta al giustizialismo come la democrazia sta alla dittatura“.

IL CENTRODESTRA ESULTA: MAGGIORANZA NON ESISTE

“12 pari al Senato sull’emendamento che cancella la riforma Bonafede e ripristina la Orlando- commenta il forzista Costa-. Il Pd vota contro se stesso pur di salvare Bonafede. Avviso a Pd e 5Stelle: abbiamo messo la freccia e siamo in corsia di sorpasso. Abbiate il coraggio di non mettere la fiducia in aula e vediamo chi la spunta”.

Rincara la dose il senatore leghista Pillon: “Governo azzoppato anche in Commissione Giustizia al Senato, questa volta su un emendamento al decreto intercettazioni e che riguardava la prescrizione. Il voto finale è stato di 12 a 12, con ritardi incredibili e lavori rimandati a lunedì. Il governo Conte 2 non è mai esistito, ora non esiste nemmeno una maggioranza”.

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13 Febbraio 2020
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