Salvini e Di Maio ancora non si parlano e intanto affilano i coltelli

ROMA - Non basta la scoppola elettorale ricevuta dal M5S in Abruzzo. Sono giorni che Di Maio
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ROMA – Non basta la scoppola elettorale ricevuta dal M5S in Abruzzo. Sono giorni che Di Maio e Salvini si evitano. Ora ci sono anche gli emendamenti che solerti parlamentari leghisti hanno presentato per incasinare l’applicazione del reddito di cittadinanza, la madre di tutte le battaglie ‘grilline’.

Mentre Di Maio e Di Battista sono all’opera per un nuovo incontro con i ‘gilet gialli’ francesi, qui da noi scoppia la ‘bomba’ dei pastori sardi. Pastori che ora prendono circa 50 centesimi per ogni litro di latte prodotto e che promettono fuoco e fiamme se non avranno almeno 1 euro al litro.

E in Sardegna tra 10 giorni si vota per eleggere il nuovo presidente. Anche lì per il Movimento tira una brutta aria. Da mesi la Lega ha inviato un suo uomo, che alla fine ha strappato un accordo con gli autonomisti e, già ora, si prepara a brindare per la nuova vittoria di Capitan Salvini.

Intanto, il presidente della Giunta autorizzazioni, il forzista Maurizio Gasparri ha proposto di negare il via libera al processo contro Salvini per il caso Diciotti. Il governo andrà avanti, assicura Di Maio. Si tirerà fino alle Europee di fine maggio, ma l’incidente può sempre capitare. Ad esempio sul tema dell’autonomia, rivendicata da Veneto e Lombardia, i leghisti sono pronti a far saltare il banco.

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