A Bologna i negozi pronti a pagarsi una guardia giurata armata

i commercianti chiedono al Comune di accendere prima le luci la sera e di non lasciare vuota la struttura che oggi ospita l'Xm24
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

BOLOGNA – Stanchi di attendere aiuto contro i furti e le rapine, i commercianti della Bolognina stanno pensando di auto-tassarsi per pagare una guardia armata come quelle dei centri commerciali. L’ipotesi è di utilizzare le guardie ‘in comune’, impiegandole soprattutto nelle strade più critiche e a ridosso dell’orario di chiusura dei negozi. “L’idea è venuta da alcuni nostri colleghi e la vaglieremo”, resta cauto Fabio Gualandi di Progetto Bolognina. “Siccome siamo un unico centro commerciale all’aperto potremmo dividere la spesa e difendere l’incasso. Ma non sappiamo se riusciremo a farlo”. I negozianti del rione a nord della stazione preferirebbero ovviamente i pattugliamenti delle Forze dell’ordine, così come erano abituati a veder fare in passato. Non sarebbe la prima iniziativa del genere: Progetto Bolognina ha già fatto installare 28 telecamere di sicurezza a spese del comitato, dei commercianti o dei condomini interessati e di Ascom. Non solo: il comitato mette ora a disposizione un numero di telefono (3273974688) per chi voglia segnalare, soprattutto tramite sms o Whatsapp, problemi che riguardano il quartiere, anche “a livello anonimo“.

Al Comune Progetto Bolognina chiede comunque diverse cose, tra cui di accendere prima le luci sotto il portico alla sera, rendere più efficace l’ordinanza anti-alcol prevedendo come sanzione la chiusura dell’esercizio che sgarra (“Così è come non averla l’ordinanza, nessuno la sta rispettando”) e non lasciare l’Xm24 vuoto una volta che sarà sgomberato. “L’amministrazione ha fatto una scelta, a noi va benissimo la caserma. L’importante- sottolinea ancora Gualandi- è che in tempi brevi la struttura venga occupata. Non vogliamo un altro contenitore vuoto”. Ci vuole “rispetto delle regole- dice Simona Bentivogli del comitato- l’Xm24 ha creato problemi a chi vive e lavora lì. Faccio notare però che quando hanno voluto spostare la rotonda di via Gobetti ci sono riusciti. Dispiace vedere che le azioni forti di chi non sta alle regole vengono premiate”.

Il messaggio da recapitare a Palazzo D’Accursio è forte e chiaro, in particolare agli assessori Matteo Lepore (Commercio) e Irene Priolo (Mobilità). “Sono venuti in passeggiata con noi e hanno assistito anche ad un arresto. Noi siamo ancora qui e aspettiamo che ci porgano la loro mano- dice ancora Bentivogli- non ci bastano tavoli e incontri, vogliamo soluzioni per quello che è diventato un ghetto dove la situazione della sicurezza non è migliorata”. Anzi, negli ultimi tempi ci sarebbe una “recrudescenza”, tra furti nei negozi e rapine, oltre alla chiusura di diverse attività storiche del quartiere. “Un anno fa Merola aveva promesso di stare vicino ai commercianti, ma siamo ancora le parole“, sottolinea Gualandi. Allora i commercianti anti-degrado fanno da sè, come la commissione, data agli istituti tecnici della città dove si insegna grafica, per creare un logo della Bolognina. Oppure la mostra fotografica sulle vetrine e all’interno dei negozi, in programma per marzo. Oggi intanto il comitato ha premiato con una targa il commissariato Bolognina-Pontevecchio “per aver arrestato uno degli autori di innumerevoli spaccate che hanno funestato la Bolognina”. E c’è anche la proposta di intitolare il parco della caserma Sani a Quinto Orsi, il meccanico investito da un malvivente nella sua officina.

di Mirko Billi, giornalista professionista

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»