domenica 15 Febbraio 2026

Picchiavano e umiliavano il figlio di 11 anni, costretto a dire al padre: “Sei il mio padrone”. Il video su TikTok

Divieto di avvicinamento per la coppia catanese accusata di maltrattamenti aggravati. La scena di violenza in un video sui social

PALERMO – Divieto di avvicinamento per la coppia catanese accusata di maltrattamenti aggravati ai danni del figlio undicenne picchiato con un cucchiaio di legno dal padre che umiliava il bambino durante le violenze. La decisione è del gip del tribunale di Catania, che ah respinto al richiesta di arresto avanzata dalla procura etnea che però ha già annunciato ricorso.

La scena di violenze, alla quale avevano assisisto altri due figli minorenni della coppia, era finita in un video pubblicato poi dalla stessa vittima su Tik Tok. Dopo le prime indagini, la procura di Catania aveva emesso un fermo ai danni del padre, che sulla base delle dichiarazioni del bambino era stato indicato come autore dei maltrattamenti. Il gip, tuttavia, non ha riconosciuto la gravità degli indizi e così l’uomo è stato scarcerato. Le indagini sono però andate avanti, anche con l’ascolto dei parenti della famiglia, ed è emerso “un quadro indiziario di sistematica sottoposizione del minore – accusano gli inquirenti – a maltrattamenti da parte di entrambi i genitori”.

La madre, anche autonomamente rispetto al padre, avrebbe colpito il piccolo in più occasioni con un cucchiaio di legno e che la stessa sarebbe l’autrice del filmato da cui erano partite le indagini. Le violenze sarebbero state messe in atto anche dal padre, che nel video, mentre picchiava il bambino, gli chiedeva: “Chi sono ?”. Il piccolo, impaurito, era costretto a rispondere: “Sei il mio padrone”.

Il lavoro della procura e della polizia di Catania ha poi fatto emergere ulteriori drammatici episodi di violenza nei quali il padre, per banali motivi, avrebbe picchiato il piccolo rinchiudendolo a chiave in un camerino. Rimproveri e schiaffi, infine, anche per le altre tre figlie della coppia. Tutti elementi che hanno indotto la procura a chiedere l’arresto in carcere della coppia, mentre il gip ha concesso soltanto il divieto di avvicinamento. Contro questa decisione, però, la procura guidata da Francesco Curcio farà ricorso.

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