NAPOLI – “Vergognatevi. Lui dovrà guardarsi sempre le mani, quelle mani con cui ha fatto quattro tentati omicidi”.
Sono le parole che Amalia Iorio, madre di Emanuele Di Caterino, ha rivolto ai giudici della Corte d’Assise d’Appello di Napoli che oggi si sono espressi per l’assoluzione dell’unico imputato per la morte del 13enne avvenuta il 7 aprile 2013 ad Aversa (Caserta) nel corso di una lite tra ragazzini, tutti minorenni.
La Corte di Cassazione aveva annullato con rinvio la sentenza di condanna a otto anni di reclusione per l’imputato 29enne, 16enne all’epoca dei fatti.
“Non è legge, è un processo corrotto. Corrotto dall’inizio. Ma io non mi fermo qua”, ha detto ancora la donna dopo la pronuncia della decisione sul 29enne accusato di aver accoltellato a morte Di Caterino, ma per il quale è stata riconosciuta la legittima difesa.
“Sono passati 13 lunghi anni, non c’era bisogno – ha concluso la madre del 13enne – di far passare tutto questo tempo. Bastava che leggessero il referto medico, Emanuele è stato preso alle spalle”.







