ROMA – Per oggi, martedì 13 gennaio, è stato proclamato il primo sciopero nazionale dei taxi del 2026 a cui aderiscono una ventina di sigle sindacali e tocca gran parte dell’Italia, con l’Umbria unica area regionale esclusa. Auto bianche senza passeggeri dunque dalle 8 alle 22. A monte della protesta, la richiesta al governo di portare avanti una politica di norme più stringenti per Uber e le multinazionali delle piattaforme digitali del trasporto pubblico non di linea e dunque, un’azione più decisa contro l’abusivismo nel settore. Alcuni decreti attuativi in materia, previsti da una legge del 2019, infatti non sono mai stati completati.
In particolare, nella Capitale si sono tenute delle iniziative pubbliche, tra cui un corteo di taxi di diverse città in partenza da Fiumicino e diretto verso il centro. La sfilata dei mezzi è terminato a Montecitorio dove, dalle 11, è iniziato un presidio chiamato “corteo statico”.
BOMBE CARTA DAVANTI A MONTECITORIO
La protesta dei tassisti a Roma sale di livello. Mentre i manifestanti sono ancora in Piazza Montecitorio, vengono fatte esplodere una serie di petardi. Proprio ai confini della piazza davanti alla Camera dei deputati, transennata e presidiata dalle forze di polizia, per evitare che chi protesta possa avvicinarsi al Palazzo, si alza una nuvola di fumo e comincia a sentirsi forte l’odore acre. Per ragioni di sicurezza l’ingresso principale di Montecitorio è stato chiuso ed è stato sconsigliato il passaggio davanti alla piazza.
PD: DA SALVINI SOLO DANNI, LASCI PAROLA AL PARLAMENTO
“Se Salvini pensa di risolvere il problema convocando nuove riunioni al Ministero per continuare a fare danni come ha fatto fino a oggi la situazione non potrà che peggiorare. Ammetta il suo fallimento e lasci la parola al Parlamento dove nelle prossime settimane saranno convocati tutti i rappresentanti del trasporto pubblico non di linea per valutare come riformare il settore per garantire un servizio pubblico più efficiente senza precarizzare la condizione dei lavoratori”.
Così il responsabile economia, finanze, impresa e infrastrutture della segreteria nazionale del Pd, Antonio Misiani, e il vicepresidente della commissione trasporti della Camera, Andrea Casu, intervengono sullo sciopero dei taxi.
“Un’ulteriore conferma- concludono- del fatto che Salvini non sa governare ed è il peggiore ministro della storia repubblicana: con lui tutti i settori, dal trasporto pubblico locale, alle ferrovie ai porti, sono ormai in fibrillazione”.







