Voto in Emilia-Romagna, Big bang o buco nero per Pd e Governo

L'editoriale di Nico Perrone per DireOggi
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Tra due settimane sapremo. Il 26 gennaio si vota in Emilia-Romagna e il risultato segnerà il prossimo futuro politico del Governo e dei partiti della maggioranza. La vittoria del candidato di centrosinistra, Stefano Bonaccini, potrebbe trasformarsi nel big bang, una poderosa spinta a continuare con il Governo Conte 2 e, soprattutto, al segretario del Pd, Nicola Zingaretti, nel procedere speditamente nella trasformazione del suo partito in una nuova formazione politica.

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Al contrario, se dovesse vincere la Lega di Salvini, immediatamente avremo un ‘buco nero’ che tutto affosserà e al quale sarà difficilissimo sfuggire. A quanto si è appreso, sotto traccia, nel M5S si sta spingendo per il voto disgiunto. Analizzati i sondaggi usciti la scorsa settimana, con il loro candidato presidente fuori dai giochi, si cercherà di spostare i consensi sulla lista del Movimento e sul candidato del centrosinistra. Per salvaguardare il Governo e per avere tempo, a livello nazionale, di trovare una nuova linea politica. Per quanto riguarda la Lega, ancora una volta Salvini si è detto sicuro della vittoria: «Per Salvini- spiega un leader leghista- la partita è più facile, lui dice ‘votatemi così cade il Governo’. Ma si gioca il suo futuro, perché se Bonaccini dovesse farcela questi governeranno fino al 2023 e a quel punto Salvini sarebbe finito». Oggi e domani, intanto, il Pd ha riunito tutti i suoi dirigenti, amministratori e ministri per discutere, fino a domani, il da farsi. Il segretario Zingaretti spinge per cambiare quasi tutto, per riformare dal profondo il Pd, aprirlo alla società civile e ai movimenti come le ‘sardine’. Potrebbe cambiare anche il nome. Sullo sfondo: l’alleanza da ricercare e creare con il M5S, Leu, Verdi e altri per arrivare, da alleati, alle prossime elezioni politiche. Progetto che viene osteggiato da chi, in raccordo con l’esperienza Renzi, non vuole assolutamente spostarsi politicamente più a sinistra. Anche questa battaglia interna sarà influenzata dal risultato in Emilia-Romagna. Per quanto riguarda il nome del nuovo Pd, con grande coraggio e anticipando tutti, Maurizio Martina, già alcuni mesi fa aveva sottolineato la necessità di una svolta e proposto il nome i ‘Democratici’.

LEGGI DIREOGGI | EDIZIONE DEL 13 GENNAIO 2020

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13 Gennaio 2020
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