Due anni senza Giuseppe Parretta, a Crotone le iniziative in suo ricordo

Benedetta Parretta: "Abbiamo paura, abbandonati dallo Stato"
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REGGIO CALABRIA – Nel secondo anniversario dalla scomparsa di Giuseppe Parretta, giovane crotonese ucciso nel centro storico di Crotone, oggi in città sono state organizzate due iniziative per tenere viva la sua memoria.

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LE INIZIATIVE

Nella mattina, al museo di Pitagora, a Crotone, è stata presentata la seconda edizione del concorso letterario regionale Giuseppe Parretta ‘I giovani e la legalità’ a cui hanno partecipato tutti gli studenti dai 13 ai 18 anni con poesie, racconti, illustrazioni, fotografie sul tema: “famiglia e valori, scuola e istruzione, unica ricetta della legalità”. Nel pomeriggio, alle 17:30 nella Cattedrale di Santa Maria Assunta, la celebrazione della santa messa per il secondo anniversario dalla prematura scomparsa, un momento di raccoglimento spirituale cui tutta la comunità è invitata a partecipare.

Le iniziative sono state organizzate dall’associazione ‘Libere Donne’ e dall’associazione ‘Ad un passo da te – Giuseppe Parretta’ con la collaborazione della Consulta provinciale degli studenti di Crotone, del Centro servizi per il volontariato Aurora della provincia di Crotone e del Forum terzo settore della provincia di Crotone.

BENEDETTA PARRETTA: “ABBIAMO PAURA, ABBANDONATI DALLO STATO”

“Io uccisa dall’indifferenza di chi avrebbe dovuto tutelare me e Paolo, lo Stato. Ho dovuto diventare improvvisamente adulta quel maledetto pomeriggio. Ho visto morire mio fratello tra le nostre braccia, con lo sguardo ormai perso nel vuoto, mi ha cresciuta come se fossimo due gemelli, uniti da un unico dolore, quello di essere orfani di padre. Quegli spari mi rimbombano nelle orecchie e la faccia dell’assassino mi compare davanti ogni notte, io sono morta in quel momento, noi siamo morti, completamente”. Così l’appello lanciato da Benedetta Parretta presidente dell’associazione ‘Ad un passo da te-Giuseppe Parretta’ e figlia di Caterina Villirillo presidente associazione ‘Libere Donne’, nel giorno dell’anniversario della morte del fratello Giuseppe Parretta, scomparso a Crotone il 13 gennaio 2018.

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Per l’omicidio c’è stata una condanna in primo grado all’ergastolo per l’esecutore dell’assassinio. “Condanno lo Stato e chi lo rappresenta ai vertici – ha aggiunto Benedetta Parretta – per il modo in cui siamo trattati noi le ‘vittime invisibili’: due anni di assurdo silenzio”. “Vedo mia madre battersi con quella forza che non ha più – ha affermato Benedetta Parretta – per reagire alla violenza più grande che una donna può subire, veder uccidere il proprio figlio per colpire te ed il tuo lavoro e i tuoi valori. L’ho vista salvare tante donne in associazione, usciva di notte, si organizzava con l’equipe di salvataggio, e le portava tante volte a casa nostra. Estranee con minori, che vivevano a nostre spese. Per giorni e a volte settimane, finché non trovava un posto dove poter essere al sicuro. Mia madre mi ha insegnato il coraggio l’amore verso il prossimo e la legalità”. 

“Ho assistito a tanti attentati alla sua persona e all’associazione per aver calpestato i piedi di tanti uomini del malaffare – ha ricordato Benedetta Parretta – e tante volte ho avuto paura per la sua vita, non per la nostra. Oggi ho paura anche di questo, ho paura di essere perseguitata, aggredita, ma non per quello che ha fatto mia madre, perché sono fiera di lei e un giorno spero di diventare invincibile come lei, un esempio da seguire”. “Ho paura per me e per tutti noi, per quel futuro che mi è stato strappato e che lo Stato non ha saputo restituirmi – ha concluso Benedetta Parretta – aspettavo risposte negli occhi di mia madre, mi sarei aspettata appoggio immediato da Enti , Istituzionali per far riaprire subito il centro, pensavo ci avrebbero dato un’altra sede, per ricominciare a respirare e per non farci rischiare ancora la vita, ed invece nulla, il silenzio più assurdo”.

LA MAMMA: “L’ATTO DI CORAGGIO DI GIUSEPPE É UN ATTO D’AMORE, IL CONTRARIO DI QUELLO CHE FANNO SPESSO GLI UOMINI”

“Giuseppe ha dato un nuovo lancio a questo triste fenomeno della violenza. Oggi assistiamo a uomini che non sanno gestire le emozioni e uccidono le donne. Giuseppe, a soli 18 anni, ha trasformato il suo atto di coraggio in un’atto d’amore che è il contrario di quello che spesso fanno gli uomini”. Così alla Dire Katia Villirillo madre di Giuseppe Parretta, il giovane crotonese vittima di un omicidio due anni fa a Crotone, nel ricordare il figlio a due anni dalla tragica scomparsa.

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“Giuseppe ha dato la vita – ha ricordato la madre parlando nel corso di un incontro in una scuola crotonese – non l’ha tolta, ha salvato la sua famiglia, quella famiglia che andrebbe tutelata. Si tratta di un ragazzo che lancia un messaggio per una scelta d’amore diversa”. “Anche in questo caso diventa importante quindi la prevenzione e la rieducazione – ha ribadito Villirillo – indirizzata ai sani valori che tengono insieme una famiglia. Un messaggio importante da trasmettere ai giovani, a una nuova comunità. In questi anni ho avuto sempre la vicinanza della gente comune che ha continuato a scrivermi e sostenermi, come anche la coerenza della ‘stampa pulita’ che si è interessata all’omicidio di Giuseppe, ha vigilato stando vicina alle vittime. Come non posso dimenticare la vicinanza delle forze dell’ordine”. Ad essere mancate denuncia la madre di Giuseppe sono state le istituzioni “che avrebbero dovuto tutelare gli orfani e le tante vittime di reato. Quelle che avrebbero dovuto essere presenti nei centri che si occupano di violenza sulle donne. Quelle – ha concluso – che dovrebbero solo parlare di progetti o partecipare ad iniziative pubbliche che poi rimangono senza seguito”.

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13 Gennaio 2020
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