Kiev: “Bene ammissione dell’Iran su aereo ucraino, punire i responsabili”

Proteste a Teheran sostenute anche dal principe Reza Pahlavi
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – “Si è trattato di un errore umano e ora i responsabili saranno puniti“. Così ha detto il presidente iraniano Hassan Rouhani durante il colloquio col capo di Stato dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, in merito all’abbattimento del Boeing ucraino con a bordo 176 persone decollato da Teheran e diretto in Canada, lo scorso 8 gennaio. A riferire il contenuto della conversazione è stato il ministro degli Affari esteri di Kiev, Vadym Prystaiko, intervenendo stamani all’emittente britannica Monday Morning, spiegando che “è stato bello sentire queste parole” da parte del presidente Rouhani.

LEGGI ANCHE

Aereo precipitato, l’Iran risponde a Usa e Canada: “Non è stato colpito da un missile”

Gli Usa contro Teheran per l’aereo ucraino precipitato in Iran: abbattuto per errore

Quindi il ministro ha chiarito che col presidente iraniano “sono state discusse anche tutte le ripercussioni politiche” che l’incidente comporta, nonché alcuni problemi tra cui quello delle compensazioni per i famigliari delle vittime. Quindi Prystaiko ha annunciato che nei prossimi giorni sarà a Londra per un incontro con i leader degli altri quattro Paesi coinvolti dal disastro aereo. Sabato le autorità di Teheran hanno pubblicamente ammesso che un missile ha abbattuto per errore l’aereo civile ucraino. Oltre a suscitare reazioni internazionali, manifestazioni di protesta si sono svolte a Teheran per tutto il fine settimana: gli iraniani hanno marciato sia per esprimere solidarietà alle vittime del disastro, sia per chiedere le dimissioni della Guida suprema Ali Khamenei, accusata assieme al resto dei vertici di governo di aver coperto i pasdaran, responsabili dell’incidente. Nei video circolati sul web, si vedono anche persone strappare manifesti commemorativi del generale Qassem Soleimani, ucciso a inizio gennaio dagli Stati Uniti in Iraq e celebrato da Teheran come eroe nazionale. A celebrare le manifestazioni di protesta, anche l’erede al trono della monarchia persiana in esilio: in un tweet, il principe Reza Pahlavi ha elogiato il coraggio dei cittadini iraniani “che spezza le catene dell’oppressione e il muro delle menzogne”. Reza Pahlavi è il figlio dello Shah Mohammad Reza Pahlavi, rovesciato dalla rivoluzione del 1979, dopo la quale venne istituita la Repubblica islamica. Tanti i commenti di risposta al delfino, tra sostenitori e oppositori, tra cui c’è chi scrive: “Nessun monarca per l’Iran”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

13 Gennaio 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»