di Giusy Mercadante, Vittorio Di Mambro Rossetti e Diego Giorgi
ROMA – Venerdì di sciopero generale in tutta Italia: è scattata alla mezzanotte la giornata di astensione dal lavoro indetta dalla Cgil contro la Manovra di Bilancio sul tavolo del Governo. Si protesta anche per sostenere il rinnovo dei contratti scaduti e contrastare la precarietà, per fermare l’innalzamento dell’età pensionabile, per sollecitare vere politiche industriali e del terziario e per dire no al riarmo, a favore di investimenti nella sanità, nella scuola, nella sicurezza sul lavoro, nel miglioramento dei trasporti pubblici.
Per tutti questi punti sono diverse le categorie che oggi incrociano le braccia. L’astensione ha la durata dell’intera giornata di lavoro per tutti i settori pubblici e privati, anche in appalto e strumentali. In alcuni settori sono garantite le prestazioni indispensabili.
IL COMPARTO DEL TRASPORTO
È fermo fino alle 21 di oggi l’intero trasporto ferroviario. Per il trasporto Regionale di Trenitalia, Trenitalia Tper e Trenord sono garantiti i servizi essenziali previsti in caso di sciopero nei giorni feriali dalle ore 6 alle ore 9 e dalle ore 18 alle ore 21. È esentato dallo sciopero il trasporto aereo e quello locale di Roma (Atac). In altre città, come nel caso di Milano dove non sono garantite le corse dalle 8:45 alle 15 – sono possibili disagi. Sono comunque disponibili delle fasce di garanzia. Due esempi: a Torino (Gtt) dalle ore 6 alle 9 e dalle 12 all2 15, a Napoli (Anm) dalle 5.30 alle 8.30 e dalle 17 alle 20.
VIGILI DEL FUOCO, SCUOLA E UNIVERSITÀ
Scioperano anche i Vigili del Fuoco: 4 ore (senza decurtazione) per il personale turnista, dalle 9 alle 13. Si ferma per l’intera giornata, invece, il personale giornaliero e amministrativo. L’astensione dal lavoro riguarda anche il personale del comparto “Istruzione e Ricerca” e dell’area dirigenziale, dei docenti universitari e di tutto il personale della formazione professionale e delle scuole non statali.
MANIFESTAZIONI IN TUTTA ITALIA
Lo sciopero generale sarà costellato da manifestazioni in programma in tutta Italia e in partenza in mattinata. Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini sarà a Firenze, in piazza Santa Maria Novella alle 9 e poi in piazza del Carmine per il comizio conclusivo. Anche la segreteria confederale sarà presente in diverse piazze: Giuseppe Gesmundo sarà a Genova, alla Stazione Marittima alle 9, seguirà il corteo cittadino e farà un comizio conclusivo davanti alla Prefettura in Largo Lanfranco; Lara Ghiglione sarà a Ferrara,in piazzale Medaglie d’oro (Prospettiva), ore 9.30; Luigi Giove sarà a Napoli, in piazza del Gesù, ore 9, comizio conclusivo in piazza Municipio; Daniela Barbaresi sarà a Cagliari, manifestazione in Piazza del Carmine, ore 10; Christian Ferrari sarà a Bari, in Piazza Massari, ore 9.30, comizio conclusivo in Piazza Libertà; Maria Grazia Gabrielli sarà ad Ancona, concentramento in Piazza del Crocifisso, ore 10, corteo e comizio conclusivo in Piazza del Papa; Francesca Re David sarà a Brescia, concentramento presso la Fermata metro San Faustino, ore 9, corteo e comizio conclusivo in Piazza Paolo VI. Qui la lista completa.
LANDINI: “COSÌ ANDIAMO A SBATTERE, PAESE REALE NON CREDE PIÙ ALLE BALLE”
“Stiamo chiedendo di rifare la riforma delle pensioni. Salvini non era quello che nella campagna elettorale ha detto che avrebbero cancellato la Fornero se c’erano loro? Generalmente, a diversità di Salvini e del governo, noi siamo coerenti”. Lo dice il segretario generale della Cgil Maurizio Landini a Firenze, ai microfoni di Rainews 24.
Noi, aggiunge, “non è che diciamo delle cose un giorno e poi l’opposto un altro giorno. Mentre qui abbiamo un elenco di personaggi che prima di andare al governo erano contro l’Europa e oggi fanno l’austerità e sono quelli più filoeuropei sul riarmo e sull’austerità. Erano quelli che avrebbero cancellato le pensioni e invece ci stanno portando l’età a 70 anni. Sono quelli che dicevano che bisognava aumentare i salari e in realtà stanno solo aumentando la rendita finanziaria, la rendita immobiliare, i profitti e stanno facendo condoni su condoni. Quindi da un certo punto di vista credo che il Paese si sta rendendo conto che andando avanti così rischiamo di sbattere. E la domanda che cresce e che oggi dimostra con la partecipazione che c’è qui come nel resto delle città, che il Paese reale a queste balle non ci crede più“.

LANDINI: MAGGIORANZA PAESE NON SOSTIENE POLITICHE DEL GOVERNO
“La maggioranza del Paese, del mondo che lavora, chiede un cambiamento delle politiche economiche e sociali. La grandissima giornata di oggi dimostra che la maggioranza del Paese non sostiene le politiche del governo”. Lo sottolinea il segretario della Cgil, Maurizio Landini, durante la manifestazione organizzata a Firenze. “Non si arriva alla fine del mese, i salari sono bassi e si continua a prendere soldi dai lavoratori dipendenti e dai pensionati, invece di andarli a prendere dove sono”, aggiunge.
A Firenze con Landini ci sono anche i leader di Avs, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. Ma non la segretaria del Pd, Elly Schlein, né il presidente del M5S, Giuseppe Conte. Così i giornalisti chiedono conto delle assenze: “Si aspettava di vedere tutti i leader del centrosinistra?”. E il segretario della Cgil: “Mi aspettavo di vedere una piazza piena di lavoratori, poi i leader politici fa piacere se ci sono, dove vanno, che sostengono”. Tuttavia “il nostro obiettivo oggi era rendere evidente che c’è la maggioranza del Paese che rivendica una vera democrazia fondata sul lavoro, la giustizia sociale e la solidarietà”.
LANDINI: CISL E UIL? IN PIAZZA PER DIRITTI, NON CONTRO SINDACATI
Il fronte sindacale oggi non si è compattato. Sciopera la Cgil contro la manovra ma non la Cisl e la Uil. La scelta intrapresa, però, è ribadita dal segretario Maurizio Landini: “Noi coerentemente stiamo portando avanti quello che unitariamente abbiamo chiesto. Credo che fare il sindacato significhi questo. E se sto ai giudizi anche delle altre organizzazioni, scendono in piazza anche loro dicendo che su fisco, pensioni e sanità le cose non vanno bene”, dice nel corso del corteo organizzato a Firenze. “Siccome tutti sostengono che va fatta la riforma delle pensioni” e che la situazione “stia peggiorando, che la sanità pubblica non funziona, che il fisco lo pagano solo i lavoratori dipendenti, che i salari non stanno aumentando, che la precarietà sta crescendo e che i giovani se ne vanno dal Paese, noi non possiamo stare a guardare quello che succede”. In questo senso “oggi siamo in piazza non contro altri lavoratori o altri sindacati, ma per estendere questi diritti a tutti”.
Tra l’altro, evidenzia Landini, “proponiamo alle altre organizzazioni sindacali, così come anche alle controparti, di cancellare seriamente i contratti pirata facendo una cosa molto semplice: far votare tutti i lavoratori per eleggere i delegati e i rappresentanti della sicurezza nei luoghi di lavoro“. Va quindi “stabilita una misurazione della rappresentanza: i sindacati e le associazioni devono contare per quanti voti hanno e per quanti iscritti hanno. E mi permetto di dire che, se vediamo le recenti elezioni delle rsu, il primo sindacato in Italia, il più votato, è la Cgil. Così è anche nel settore privato e da un certo punto di vista penso che oggi la democrazia si difende praticandola”.





Aggiungi Dire.it alle tue fonti preferite su Google


