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Respinti i ricorsi della Mercedes, Verstappen è campione del Mondo di Formula 1

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ROMA – Verstappen è ufficialmente campione del mondo 2021. La Fia ha respinto il doppio ricorso della Mercedes sugli “sdoppiamenti” relativi agli ultimi giri ad Abu Dbahi e sul presunto sorpasso in regime di Safety di Verstappen a Hamilton, vietato dal regolamento. La Fia aveva convocato i rappresentati Red Bull Horner, Newey e Whitley, in due occasioni. Ora la Red Bull è certa del risultato finale.

Subito dopo la gara, vinta da Verstappen con un sorpasso all’ultimo giro, i responsabili Mercedes avevano presentato due reclami – per gli articoli 48.8 e 48.12 del regolamento – per contestare la classifica e il comportamento di Verstappen durante la Safety car.

VERSTAPPEN: CI HO PROVATO TUTTA LA GARA, E’ UNA FOLLIA

E’ incredibile, ci ho provato per tutta la gara e ci sono riuscito all’ultimo giro. E’ una follia, non so cosa dire. Il team lo merita, mi è piaciuto moltissimo lavorare con loro. Finalmente un po’ di fortuna anche per me ma ringrazio Perez, è stato un grande compagno di squadra. Spero di continuare in Red Bull per almeno 10-15 anni, spero di restare con loro a vita”. Così il nuovo campione del mondo di Formula 1, Max Verstappen, al termine del Gran Premio di Abu Dhabi. L’olandese, in lacrime all’arrivo, ha festeggiato abbracciando i componenti della squadra e la fidanzata Kelly Piquet.

HAMILTON: COMGRATULAZIONI A MAX, VEDREMO COME ANDRA’ L’ANNO PROSSIMO

“Congratulazioni a Max e al suo team, abbiamo fatto un lavoro fantastico per tutto l’anno, sono molto fiero e grato: abbiamo dato tutto in quest’ultima parte della stagione in particolare e non abbiamo mai mollato. Mi sono sentito alla grande in macchina soprattutto negli ultimi due mesi, vedremo cosa succederà l’anno prossimo”. Così Lewis Hamilton al termine del Gran Premio di Abu Dhabi vinto da Max Verstappen, nuovo campione del mondo di F1.

L’ULTIMO GIRO DEL DESTINO INCORONA VERSTAPPEN, HAMILTON CROLLA IN VOLATA

Non all’ultimo Gp. All’ultimo – unico – feroce, impronosticabile – giro. Lanciato in volata dalla safety car, come un dado sulla storia della Formula Uno. Testa o croce? Verstappen. Non Hamilton. L’olandese volante della Red Bull. Con uno strappo regolamentare – ferale – che rompe una gara che s’avviava al trionfo Mercedes: tutto in un giro, dopo cinque lentissimi dietro una safety a ragionare su cosa fare.

Ripartono? Sì, no? Hamilton non cambia le gomme, Verstappen l’aveva già fatto. Il Mondiale lo vince Pirelli. Toto Wolff si attacca alla radio per sacramentare sull’ingiustizia della scelta di Masi, intanto il suo campione si fa soffiare l’ottavo titolo in un’epica battaglia all’ultimo round. Un sorpasso, due o tre incroci, una sportellata. Una folgore nero-arancio sul traguardo. Quando per 50 giri la storia era scritta all’inverso.

La Formula Uno: un versetto satanico. Verstappen vince una gara che aveva perso in partenza. Piantato in griglia per qualche frazione lunghissima, infinita, di secondo. Come in stallo. Mentre l’altro gli soffiava il comando, volava via come in un incubo con i suoi sogni. Fino alla curva 6, quando la Red Bull sbrana la morbidezza delle gomme rosse e si infila in una staccata ferocissima, passa la Mercedes, ma non chiude la curva, s’appoggia al fianco scoperto della vettura di Hamilton, e lo consegna ad un dritto che avrebbe segnato la gara, il Mondiale, e forse un paio di carriere.

Si doveva decidere tutto là. In una spallata più o meno regolare. Il resto sarebbe stato un adattamento del destino. Con King Hamilton The Eighth osannato dalla folla, come da tradizione, e il giovane pretendente al trono battuto e frastornato. E invece no: quel che Masi toglie Masi ridà. Con l’arbitro che per non intervenire alla fine interviene, cambiando l’inerzia del pendolo. Di poco, ma tanto basta.

Per quel lungo a inizio corsa Masi alza le mani: va tutto bene, Hamilton non deve ridare la posizione a Verstappen, non c’è bisogno di investigare nulla. Io questa volta non ci entro. Queste sono le corse. Gliela ridarà la posizione, alla fine. Battibecchi, diplomazia, niente: un muro. Durissimo. Su cui si infrange l’olandese. Hamilton non ha più avversari per oltre 50 giri, ha un vuoto davanti, lui se li respira, ne fa ossigeno, decolla. Gli altri ai box, ai commenti, sfogliano i manuali del diritto liquido della Formula 1, tra imprecazioni, appelli e giurisprudenza. Ma in pista c’è un sette volte campione del mondo proiettato al traguardo dell’ottavo titolo, e un rivale in panne. Tutta la strategia gomme della Red Bull è saltata in aria: con le rosse, che dovevano garantire una partenza strappata, disinnescate, l’olandese annaspa. E al giro 14, più o meno disperato, cambia montando le gomme bianche. Hamilton replica al pit stop al quindicesimo giro.

La Formula 1 è anche uno sport di squadra, però. Perez dopo la prima sosta ai box si ritrova avanti, e la strategia è chiara: tappare Hamilton in attesa che il compagno torni su. E lo fa alla grande: resiste per due giri, con un duello al limite della catastrofe. “Checo is a legend!” urla Verstappen via radio. Quando l’inglese se ne libera, è ormai arrivato. E ci risiamo. Al Giro 22 è di nuovo scontro diretto. E’ un’illusione. Usciti indenni dalle risse, Hamilton è più veloce di Verstappen. Ed è un dato incontrovertibile, al di là delle beghe regolamentari. Una sentenza che nelle corse vale più di tutto. O almeno dovrebbe.

All’olandese resta solo la fantasia, un appiglio. Approfitta di una virtual safety car per montare una gomma da ultima chance: venti giri per consumare quasi un secondo al giro. Impossibile. Forse. A 5 giri dalla fine ecco la sliding door. La safety vera. In Mercedes volano le cuffie. Scelgono di restare in pista, con una gomma usata. Per 58 giri gli altri spariscono, Raikkonen si ritira al suo ultimo gp, le Ferrari finiscono sul podio, con Sainz, ma sono tutti comprimari d’una storia che si compie in pochi chilometri d’asfalto, dopo 22 gare. Un Mondiale in un solo giro. Un unico, immortale giro del destino. Verstappen è campione del mondo.

F1. LA CLASSIFICA PILOTI

Questa la classifica finale Piloti del Mondiale di Formula 1: 1 Max Verstappen (Red Bull) – 395,5 2 Lewis Hamilton (Mercedes) – 387,5 3 Valtteri Bottas (Mercedes) – 226 4 Sergio Perez (Red Bull) – 190 5 Carlos Sainz (Ferrari) – 164,5 6 Lando Norris (McLaren) – 160 7 Charles Leclerc (Ferrari) – 159 8 Daniel Ricciardo (McLaren) – 115 9 Pierre Gasly (AlphaTauri) – 110 10 Fernando Alonso (Alpine) – 81 11 Esteban Ocon (Alpine) – 74 12 Sebastian Vettel (Aston Martin) – 43 13 Lance Stroll (Aston Martin) – 34 14 Yuki Tsunoda (AlphaTauri) – 32 15 George Russell (Williams) – 16 16 Kimi Raikkonen (Alfa Romeo) – 10 17 Nicholas Latifi (Williams) – 7 18 Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo) – 3 

F1. LA CLASSIFICA COSTRUTTORI

Questa la classifica finale Costruttori del Mondiale di Formula 1: 1 Mercedes – 613,5 2 Red Bull – 585,5 3 Ferrari – 323,5 4 McLaren – 275 5 Alpine – 155 6 AlphaTauri – 142 7 Aston Martin – 77 8 Williams – 23 9 Alfa Romeo – 13

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