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Calcio, Thuram: “Il più forte di tutti era Zidane, ma io ho un incubo: Munitis”

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Il campione del mondo Lilian Thuram ripercorre la sua carriera intervistato da L'Equipe
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ROMA – Lilian Thuram, campione del mondo, campione d’Europa, campione d’antirazzismo. Ha fatto un punto a ritroso sulla sua carriera intervistato da L’Equipe, con aneddoti su allenatori, compagni e avversari che l’hanno accompagnato nel grande calcio. “Zinedine Zidane è stato il più forte giocatore con cui ho giocato. La prima volta che l’ho incontrato, nella nazionale francese, aveva 17 anni e mezzo. Non avevo mai visto nessuno così. Ho poi seguito il suo sviluppo fino al giocatore confermato che è diventato in Italia. Non mi piaceva che la gente pensasse che fosse semplicemente dotato e talentuoso. Zidane era soprattutto un grande lavoratore, estremamente rigoroso, con molto carattere. Da avversario il più forte è stato Ronaldo. È sempre stato molto bello giocare contro di lui. Quando ti piace giocare contro grandi giocatori, diventa divertente”.

Il giocatore più festaiolo? “Al Barcellona un giocatore che non nominerò non si allenava quasi mai. Spesso di mattina era in condizioni pietose. Una volta lo hanno chiuso nella sala massaggi per farlo dormire”. Quello più difficile da marcare? “All’inizio della mia carriera, Patrice Garande, molto intelligente nei movimenti, a volte avevo l’impressione che stesse scomparendo dal campo, non lo vedevo più. Era molto difficile. Ma quello che mi ha dato più problemi è stato Pedro Munitis, durante i quarti di finale di Euro 2000. Era molto più basso e più veloce di me, non riuscivo a prenderlo. All’intervallo mi sono anche cambiato le scarpe, ma niente. Poi senza motivo il tecnico avversario ha deciso di toglierlo. Per molto tempo ho avuto incubi pensando a lui. Se vuoi spaventarmi, di’ semplicemente: “Attento, c’è Munitis!”.

Thuram racconta a L’Equipe anche di una sliding door della sua carriera, quando i campionati nazionali avevano ben altro equilibrio di pesi: “Durante la mia ultima stagione a Parma, diversi club mi volevano. Avevo quasi firmato per il Manchester United. Ero anche andato a visitare il centro di allenamento e il quartiere dove vivevano i giocatori. C’era anche il Real Madrid. Anche i due club milanesi sembravano interessati, ma alla fine ho scelto la Juventus. Ed è stata un’ottima scelta“. La migliore squadra in cui hai mai giocato? La nazionale francese dell’epoca, ovviamente. Il livello di gioco era incredibile. In allenamento se giocavamo a tre tocchi la palla non usciva mai. Mi vengono i brividi solo a parlarne”.

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