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L’importanza della valutazione nell’acquisizione dei farmaci

Torna anche quest'anno, nelle sessioni del Congresso Sifo, l'Health Technology Assessment, il processo multidisciplinare che sintetizza le informazioni relative agli aspetti clinici, sociali, economici ed etici di una tecnologia sanitaria in maniera sistematica, trasparente e validata dai dati

Pubblicato:12-12-2020 18:32
Ultimo aggiornamento:12-12-2020 18:34
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ROMA – Torna anche quest’anno, nelle sessioni del Congresso Sifo, l’Health Technology Assessment, il processo multidisciplinare che sintetizza le informazioni relative agli aspetti clinici, sociali, economici ed etici di una tecnologia sanitaria in maniera sistematica, trasparente e validata dai dati. L’obiettivo dell’HTA e’ supportare i decisori politici, i professionisti della salute e i pazienti nell’assumere decisioni informate nell’adozione o nel rifiuto di una tecnologia, nuova o gia’ in uso. Uno strumento operativo, oltre che teorico, che coinvolge a diversi livelli il sistema sanitario ed offre possibili applicazioni, e su cui negli anni scorsi Sifo ha avviato un corso FAD e predisposto linee guida e manuali. La grande sfida dell’HTA e’ oggi riuscire a soddisfare i bisogni assistenziali sanitari, sempre piu’ crescenti, come (anche) l’esperienza del Covid-19 sta dimostrando, nel pieno equilibrio della sostenibilita’ economica. Il paradigma grazie al quale tutto questo avviene, lo dice la stessa definizione, e’ la capacita’ di valutazione – l’assessment – delle tecnologie sanitarie, a monte di ogni adozione nella pratica dei servizi. Paolo Serra, esponente del Consiglio direttivo Sifo e Dirigente farmacista dell’Azienda ospedaliera Brotzu di Cagliari, ha guidato insieme a Francesco Cattel (AOU Citta’ della Salute, Torno) la sessione sull’HTA inserita nel XLI Congresso Sifo a partire dalle gare d’appalto e dall’evidence base pharmacy su cui si esprime nello specifico il ruolo del farmacista ospedaliero. “L’HTA consente di effettuare oggi una valutazione metodica e sistematica dei medical devices sulla base di funzionalita’, sicurezza, efficacia e costi – ha sottolineato Serra – A valle del processo valutativo i prodotti possono essere collocati nel corretto ‘place in therapy’, contribuendo a governare gli impatti organizzativi. Il fine ultimo e’ quello di scegliere bene i prodotti conciliando qualita’ assistenziale e controllo della spesa sanitaria“.

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Il tema dei processo di acquisto dei medical devices nelle aziende sanitarie e’ infatti uno delle grandi questioni su cui i professionisti sanitari lavorano per ottimizzare percorsi ed approcci. L’HTA, in questo senso e’ una guida che conduce anche ad approfondire la multidimensionalita’ della valutazione, a partire dai dati e dalle evidenze. “L’Evidence Based pharmacy, l’EBP, consente di individuare le migliori evidenze disponibili in termini di prove di efficacia nell’ambito di un percorso di valutazione – ha spiegato il consigliere SIFO – Congruentemente vengono analizzate ed orientate le prescrizioni mediche in modo da garantire le scelte migliori per il paziente e il miglior rapporto di ‘pay for value’ per il SSN. L’EBP rappresenta un approccio culturale molto evoluto ed indispensabile per garantire la qualita’ dell’assistenza farmaceutica”

All’interno degli interventi di Andrea Messori (ESTAR Toscana), Annalisa Campomori (APSS Trento) e Ilaria Uomo (ASP Palermo) nella sessione si e’ parlato di esperienze specifiche e di approccio culturale, ricordando il senso dello stesso HTA e della formazione messa in campo dalla SIFO, affinche’ vi sia una maggiore consapevolezza del ruolo del farmacista ospedaliero nell’ambito specifico. Del resto, e’ lontano nel tempo – ma vicino da un punto di vista di impatto sociale -quanto i processi decisionali di acquisto dei dispositivi siano stati travolti dai provvedimenti della spending review nel SSN negli anni passati. “Per questo l’HTA deve far parte del bagaglio culturale dei farmacisti SSN fino a diventare un denominatore comune di metodo e di dialogo. Su questo punto la SIFO ha un impegno rilevante per diffondere le conoscenze in modo capillare e diffuso. E’ auspicabile – ha concluso Paolo Serra – che l’HTA diventi fra i compiti istituzionali riconosciuti in legge per la nostra Categoria Professionale”.

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