Cataratta senile: visite di prevenzione e interventi chirurgici

L’opacizzazione del cristallino, ovvero della lente naturale che permette la messa a fuoco di oggetti e persone ai nostri occhi, è un evento nella maggior parte dei casi connesso con il progredire dell’età anagrafica
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ROMA – Effettuare con scadenze precise e in modo costante le visite oculistiche, iniziando fin dalla giovane età, consente di mettere a segno punti importanti in ottica di prevenzione. La vista è un senso davvero cruciale per lo svolgimento di qualsiasi attività quotidiana. Attraverso gli occhi (e la loro cura) passa infatti gran parte della nostra autonomia. Nessuno vorrebbe mai perderla: in questo senso le visite oculistiche, utili anche per diagnosticare diverse patologie, ricoprono un’importanza decisiva.

Con il passare degli anni gli occhi invecchiano e si affaticano: possono comparire varie complicazioni e difficoltà, come ad esempio la cataratta. Si tratta di una condizione in cui si trova l’occhio quando il cristallino inizia a perdere la trasparenza che lo contraddistingue: in genere compare dopo i 50 anni ed è fisiologicamente connessa al progredire dell’età, motivo per il quale è detta ‘cataratta senile’. Questa patologia è causa di un offuscamento progressivo della vista, che può anche andare a influire sulla sfera personale, intaccando sia l’autostima che la sicurezza di sé. Si può presentare accompagnata da altri sintomi, come ad esempio un’alterata percezione di determinati colori. La progressione del disturbo può essere più o meno lenta: quando però si raggiunge l’apice – normalmente il disturbo finisce per interferire con la vita quotidiana – allora conviene intervenire in via chirurgica.

Gli interventi chirurgici di cataratta senile sono tra i fiori all’occhiello della Clinica San Francesco di Verona, specializzata in questo genere di operazioni oculistiche con la tecnica della facoemulsificazione. Si tratta di un intervento piuttosto veloce (sono necessari in mediadieci-quindici minuti) che consente di ottenere un buon recupero della vista.

CATARATTA SENILE, COSA C’È DA SAPERE

L’opacizzazione del cristallino, ovvero della lente naturale che permette la messa a fuoco di oggetti e persone ai nostri occhi, è un evento nella maggior parte dei casi connesso con il progredire dell’età anagrafica (anche se a volte è dovuto a fattori ereditari o al diabete). Una volta superata la soglia dei 50 anni, infatti, ci sono determinati aspetti – o un mix di fattori – che possono portare a fenomeni indesiderati come appunto la cataratta senile. Metabolismo e rinnovamento cellulare col passare del tempo subiscono un fisiologico rallentamento, che può essere causa di svariati disturbi.

È possibile indicare vari stadi (e relativi sintomi) attraverso i quali la cataratta senile può manifestarsi. Nel primo potrebbe anche non essere percepita (magari c’è un accenno di miopia e, all’inizio, basterà un paio di occhiali) mentre andando avanti si arriva allo stadio incipiente e poi quello evoluto. A questo punto, quando cioè lo svolgimento in autonomia di attività semplici risulti compromesso (come ad esempio salire e scendere da un autobus) sarà necessario intervenire in via chirurgica, poiché l’opacizzazione del cristallino è arrivata a un punto tale da ostacolare il passaggio normale della luce nell’occhio. Nei vari stadi di progressione della patologia potranno presentarsi sintomi ben precisi come un forte bisogno di più luce in fase di lettura, una più grande sensibilità alla luce diretta (abbagliamento) e problemi con la visione sera/notte ma anche una visione incerta e sbiadita dei colori in generale

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12 Dicembre 2019
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