Viaggi in Ecuador “contro gli stereotipi”, le proposte dell’Usei

L’Unione di solidarietà degli ecuadoriani in Italia (Usei) è nata 11 anni fa a Savona e da allora si occupa di costruire un ponte tra l'Italia e l'Ecuador a vari livelli
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ROMA – “La comunità ecuadoriana è in Italia da oltre 20 anni e credo che l’esperienza che abbiamo maturato qui sia preziosa. Adesso cerchiamo di mettere le nostre conoscenze a disposizione di chi arriva qui, ma anche degli italiani, perchè la nostra visione è centrata sull’apertura”. A dirlo è Antonio Garcia, presidente dell’Unione di solidarietà degli ecuadoriani in Italia (Usei), associazione nata 11 anni fa a Savona. Intervistato dall’agenzia Dire a pochi giorni dal Terzo summit nazionale delle diaspore, che vedrà la partecipazione anche dell’Usei, Garcia racconta l’impegno quotidiano nel costruire un ponte tra l’Italia e l’Ecuador, iniziato al suo arrivo nel nostro Paese nel 2001.

“La mia associazione lavora in due direzioni” dice il presidente: “Da una parte, forniamo una serie di servizi di assistenza pratica ai migranti che vivono qui, ecuadoriani e non; dall’altra, facciamo conoscere la nostra cultura, organizzando anche corsi e gruppi di lettura in lingua spagnola”. Non solo, però. L’Usei si occupa anche di “portare ogni anno decine di italiani in Ecuador”, tramite un progetto patrocinato dall’ambasciata di Quito in Italia. Garcia sottolinea che “l’obiettivo dei viaggi è andare oltre gli stereotipi“, all’insegna del turismo sostenibile, e “far conoscere la realtà complessa del nostro Paese, con la cooperazione di famiglie locali”. Uno dei desideri di Garcia è approfondire le potenzialità della cooperazione allo sviluppo.

“Il nostro obiettivo – dice – è essere inseriti nella lista delle associazioni riconosciute dall’Agenzia per la cooperazione allo sviluppo (Aics)”. In passato l’Usei si è gia occupato di programmi di scambio. “Tra il 2012 e il 2013 abbiamo proposto uno progetto improntato sullo sport” ricorda il presidente. Con l’aiuto dell’Unione italiana sport per tutti (Uisp) e della Fondazione Acra di Milano, l’Usei ha portato una disciplina nata in Italia, ma oggi poco conosciuta, la palla a tamburello, nella regione di Imbabura, nel nord dell’Ecuador, e ha fatto lo stesso con una pratica tradizionale ecuadoriana, la ‘pelota nacional’, approdata ora in Liguria.

Rilanciando l’appello del Summit delle diaspore a “cambiare narrativa sulle migrazioni”, Garcia rivolge un appello alle autorità italiane: “Penso che sia assurdo continuare a considerare l’immigrazione un’emergenza permanente e che sia sbagliato anche un approccio eccessivamente assistenzialista”. Secondo Garcia, bisogna tenere presente che “chi viene qui non vuole la carità, ma un’opportunità“e

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12 Dicembre 2019
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