La nave del Governo Conte va, tra ‘sardine’ e cambi di casacca

L'editoriale di Nico Perrone, direttore dell'Agenzia di stampa Dire, per DireOggi | Edizione del 12 dicembre 2019
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ROMA – Superato il voto sul Mes, il cosiddetto ‘Salva Stati’, il premier Giuseppe Conte oggi è a Bruxelles per il Consiglio europeo. Ai giornalisti ha già detto che è lì non per firmare qualcosa ma per trattare su un ‘pacchetto complessivo’ di misure.

Per quanto riguarda il dibattito politico nazionale, è scontro sul ‘cambio di casacca’ dei quattro senatori del M5S, che ieri proprio durante le votazioni sul Mes hanno mollato il Movimento pensando a nuovi approdi (la Lega di Salvini?). Il Capo politico, Luigi Di Maio, ha parlato di compravendita, di pubblicare il ‘listino prezzi’ dei nuovi acquisti.

Sul fronte interno, hanno notato in molti, «finalmente Di Maio ha cambiato registro: i suoi toni sono diversi, puntano a sostenere il Governo e a non creare più scontri con l’alleato Pd». Non solo, dopo mesi e mesi di contrapposizione, alla fine è stato raggiunto l’accordo sul nuovo capogruppo alla Camera. Ieri sera è stato eletto Davide Crippa, classe 1979, nato a Novara, laureato in ingegneria civile e ambientale. Nelle ultime settimane aveva cercato consensi soprattutto tra i più scontenti della leadership di Di Maio. Toccherà a lui, e al suo collega del Senato, Gianluca Perilli, quando ci sarà da aggiornare la linea politica del Movimento, far ‘pesare’ la volontà dei gruppi parlamentari che non vogliono più obbedire e basta ma rivendicano con forza un ruolo di primo piano.

Cresce l’attesa per la manifestazione nazionale delle ‘sardine’ organizzata sabato a Piazza San Giovanni a Roma. Ci sarà anche CasaPound, qualcuno teme provocazioni da parte degli estremisti di destra. Per questo la Fiom, il sindacato dei metalmeccanici della Cgil, darà una mano per garantire il servizio d’ordine.

Da registrare anche l’attacco di Matteo Renzi, leader di Italia Viva, ai magistrati che hanno indagato per finanziamento illecito i dirigenti della Fondazione Open. «Non ci lasceremo processare nelle piazze», ha detto Renzi prendendo la parola in aula al Senato nel corso del dibattito sul finanziamento ai partiti, citando il celebre discorso dell’allora presidente Aldo Moro del ’77. «Le perquisizioni di 300 finanzieri alle 6 di mattina davanti a figli sconvolti nelle case di persone non indagate» sono «una retata», altro che «uno strumento a tutela degli indagati», ha detto ancora il leader di Italia viva. «La magistratura ha fatto una invasione di campo perché vuole decidere che cosa è politico e cosa no».

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12 Dicembre 2019
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