In Bangladesh polemiche per il film che racconta la surfista Ayesha

L'Alta corte ha chiesto alle autorità di revocare l'autorizzazione alla diffusione del lungometraggio: offenderebbe il sentimento religioso
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ROMA – In Bangladesh, fa discutere il film ‘No Dorai’ (Non ho paura), che racconta la storia di una ragazza di Cox’s Bazar, Ayesha, e della sua contrastata passione per il surf. Un avvocato dell’Alta corte ha accusato i produttori del film, chiedendo alle autorità di revocare l’autorizzazione alla diffusione del lungometraggio. Secondo l’accusa, alcune scene del film, nonché il nome scelto per la protagonista, offenderebbero il sentimento religioso.

“Questo film racconta la storia di una ragazza coraggiosa che sfida le norme sociali e osa fare surf nell’oceano. Il gruppo che vuole che questo film sia bandito e che ha mandato una diffida non lo ha neanche visto. Vogliono solo creare agitazione istigando le persone con false illazioni” ha scritto su un social network il produttore, Mahboob Rahman. “Non mi scuserò con nessuno per aver fatto il film ‘No Dorai’. Il mio film non offende in nessun modo alcun sentimento religioso” ha aggiunto Rahman, che alla stampa ha detto di aver ricevuto minacce on-line.

In Bangladesh, malgrado recenti progressi nell’acquisizione di diritti, più del 70% delle donne sposate hanno subito violenze. Sebbene il matrimonio infantile sia vietato, le ragazze che si sposano prima dei 18 anni sono ancora la maggioranza. ‘No Dorai’, diretto da Taneem Rahman Angshu e interpretato da Sunerah Binte Kamal nel ruolo di protagonista, è nelle sale da venerdì. A Cox’s Bazar è stato presentato domenica, con una proiezione sulla spiaggia: la prima di sempre, secondo i promotori del film.

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12 Dicembre 2019
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