Brexit, Bevilacqua: “Tra Corte di Giustizia e deficit di credibilità”

"Una corsa contro il tempo quella che sta avvenendo in Gran Bretagna per salvare il salvabile", dice il giurista
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ROMA – “Una corsa contro il tempo quella che sta avvenendo in Gran Bretagna per salvare il salvabile. Anche se, stando a quello che si vede, sembra che ogni nuovo apporto, oggi anche interpretativo dell’art.50 da parte della Corte di Giustizia, non faccia che peggiorare il quadro politico istituzionale complessivo che potrebbe essere definito di ‘stallo peggiorativo'”. Così Nunzio Bevilacqua giurista ed esperto economico internazionale sulla Brexit.

“All’incapacità negoziale da parte britannica derivante non solo da una non corretta valutazione globale dei costi-benefici della Brexit ma anche da una strategia dilatoria nelle tempistiche, erroneamente considerata a proprio vantaggio- prosegue Bevilacqua- è sopraggiunto il ‘salvagente’ della Corte di Giustizia che, nobile nei fini di risolvere la più rilevante crisi europea, concedendo la revocabilità unilaterale, apre la strada ad una crisi dell’Europa e fotografa una immaturità permanente dei governi europei tendenti a giochi di egoismo nazionale che destabilizzeranno il completamento dell’Unione”.

Al potenziale “danno economico della Gran Bretagna, che al di là di come verrà concluso l’iter, avrà subito un grave deficit di credibilità per gli investitori internazionali-sottolinea Bevilacqua- si deve aggiungere oggi un ulteriore squarcio nel quadro istituzionale di una Unione Europea dai piedi d’argilla tra Stati deresponsabilizzati”.

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