IL 2024 SI PREPARA A ESSERE ANNO PIÙ CALDO DI SEMPRE
In molti se ne saranno già resi conto, ma è ormai praticamente certo che il 2024 sarà l’anno più caldo mai registrato. L’anomalia media della temperatura globale per i primi 10 mesi – da gennaio a ottobre – è di 0.71 gradi al di sopra della media tra il 1991 e il 2020, la più alta mai registrata per questo periodo, e 0.16 gradi in più rispetto al 2023. L’anomalia della temperatura media per il resto del 2024 dovrebbe scendere quasi a zero perché il 2024 non sia l’anno più caldo. A certificarlo il bollettino di Copernicus, il servizio di osservazione climatica e meteorologica dell’Unione europea. Peggio ancora, la temperatura annuale per il 2024 sarà di oltre 1.5 gradi al di sopra del livello preindustriale. Vale la pena ricordare che l’Accordo di Parigi del 2015 stabiliva un aumento di +1.5 gradi come soglia massima di sicurezza dell’aumento di temperature scatenato dal riscaldamento globale.
AL VIA LA COP29 A BAKU, L’URLO DI LEGAMBIENTE
Cosa vogliamo? Giustizia Climatica. Quando la vogliamo? Ora. Con queste parole da Roma, Milano, Napoli, Firenze, Padova, Ancona, Perugia e tante altre città della Penisola centinaia di volontari e volontarie di Legambiente hanno lanciato in contemporanea il loro ‘urlo’ per il clima indirizzato alla Cop29 in corso fino al 22 novembre a Baku, dove i temi centrali saranno finanza climatica post 2025 e taglio delle emissioni. A Baku, ha detto Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, “sarà fondamentale arrivare a un accordo finanziario ambizioso per avviare una nuova era della finanza climatica che garantisca risorse finanziarie ai Paesi poveri” in modo che abbiano le necessarie risorse finanziarie per decarbonizzare le loro economie e rispondere con mezzi adeguati ai sempre più frequenti e devastanti disastri climatici. Al tempo stesso è importante che l’Europa e i Paesi in via di sviluppo si dotino di un’ambiziosa politica climatica.
POVERTÀ ENERGETICA, FAMIGLIE TEMONO BOLLETTE MA POCA EFFICIENZA
Il 40% delle famiglie guarda con attenzione alle strategie di risparmio sulle bollette e questo nonostante solo un italiano su cinque (22%) dichiari di aver messo in atto consumi improntati all’efficienza. Il timore di non poter pagare le bollette di luce e gas preoccupa il 16% degli italiani. Una percentuale inferiore a quella del 2022. Se due anni fa era infatti una famiglia su due ad avere una “preoccupazione molto sentita”, oggi parliamo di meno di una famiglia su tre. Questi i dati che sono emersi dalla Plenaria dei firmatari del Manifesto ‘Insieme per contrastare la povertà energetica’. Ammonta a poco meno di 2000 euro la spesa energetica media annua per le famiglie italiane, con un rincaro di più di 500 euro rispetto all’anno precedente, il che comporta che il 7,7%, vale a dire 2 milioni di nuclei familiari, vive una condizione di povertà energetica.
‘LE LINCI SELVAGGE’ ARRIVANO NEI CINEMA ITALIANI
Dopo essere stato presentato in selezione ufficiale al Locarno Film Festival, il documentario ‘Le linci selvagge’ diretto da Laurent Geslin è in sala per tre giorni nei cinema italiani distribuito da Wanted. La lince è una specie protetta a livello nazionale ed europeo, tanto che nella Lista Rossa dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura la popolazione delle Alpi orientali italiane è classificata come ‘in pericolo’ di estinzione, a causa delle ridotte dimensioni e della frammentazione delle popolazioni presenti sul territorio europeo, ma anche a causa del bracconaggio di cui è storicamente vittima. Il documentario ‘Le linci selvagge’ segue una famiglia di questi splendidi felini selvaggi, la cui vita scorre al ritmo delle stagioni. Tanti gli eventi che si susseguono nel corso della loro esistenza: la nascita dei piccoli, l’apprendimento delle tecniche di caccia, la conquista del territorio, con le difficoltà e i pericoli che la vita in natura comporta.




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