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San Lorenzo, senza un intervento del Campidoglio ‘Communia’ e via dei Lucani a rischio

Se la nuova Assemblea capitolina non approverà la variazione di bilancio da 20 milioni, il lavoro di progettazione partecipata portato avanti nell'area negli scorsi anni potrebbe andare perso
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ROMA – Il tempo stringe per l’area di via dei Lucani, nel popolare quartiere romano di San Lorenzo. Se entro dicembre la nuova Assemblea capitolina non approverà la variazione di bilancio da 20 milioni, proseguendo sulla strada dell’esproprio tracciata dalla passata amministrazione, il lavoro di progettazione partecipata portato avanti negli anni scorsi potrebbe andare perso. Con il risultato che il destino dell’area andrebbe a finire esclusivamente nelle mani dei privati.

È ancora incerto il futuro della zona attorno via dei Lucani, abbandonata per decenni al degrado più totale, e balzata agli onori della cronaca il 19 ottobre 2018 quando, in uno stabile fatiscente, fu ritrovato il corpo senza vita di Desirée Mariottini. A più di tre anni da quella tragedia, il processo di riqualificazione non è ancora stato portato a termine, ma le procedure giudiziarie intanto vanno avanti. Il prossimo 20 dicembre, infatti, le proprietà fallimentari che insistono su circa un terzo dell’area andranno all’asta, rischiando di compromettere il lungo iter per la destinazione pubblica.


A denunciare i rischi di perdere i frutti del lungo lavoro partecipativo sono gli occupanti di Communia, lo spazio di mutuo soccorso che da otto anni svolge attività sociali negli stabili delle ex officine Piaggio dello Scalo San Lorenzo, proprio nel perimetro della zona che andrà all’asta. Dove c’era una discarica circondata da mura fatiscenti, in questi anni gli attivisti hanno dato vita ad un’aula studio aperta fino a tardi, una sartoria gestita da migranti, sportelli sociali, iniziative culturali e politiche.


L’asta prevede che Communia venga sgomberata all’aggiudicazione, ma gli occupanti, sostenuti dalla rete di associazioni e comitati della ‘Libera Repubblica di San Lorenzo’ non sono disposti ad andarsene. “Non è possibile che gli stessi proprietari che per decenni hanno lasciato quest’area a marcire, facendola diventare un rischio pubblico per il quartiere, poi si presentino con le lacrime agli occhi, pretendendo di fare profitti“, spiega all’agenzia Dire Silvio, attivista di Communia, che racconta il lungo iter progettuale che ha interessato l’area.

“La precedente amministrazione Raggi, dopo il femminicidio di Desirée, aveva avviato un processo di pianificazione partecipata per riqualificare l’area – dice Silvio – noi e tante altre realtà del quartiere, col supporto del Dipartimento di Ingegneria della Sapienza, abbiamo presentato un progetto dal basso, che prevedeva verde, spazi per le associazioni e servizi pubblici per il quartiere. Senza partecipare alla pianificazione e fuori tempo massimo, i proprietari in forma consorziata hanno poi presentato un loro progetto, che includeva ampie cubature abitative“.


Un progetto nettamente respinto dall’ex assessore all’Urbanistica, Luca Montuori, perché ritenuto contrario ai bisogni di un quartiere con pochi servizi e già densamente abitato. “La proposta, oltre a non rispettare alcuno dei principi posti dalla Amministrazione per la trasformazione dell’area, si basa su alcuni presupposti sbagliati e fin dagli strumenti attuativi tradisce la sua vocazione privata”, scriveva Montuori in una lettera pubblicata a dicembre 2020. L’assessore decise quindi di procedere con l’esproprio dell’area, per realizzare un progetto sulla falsariga di quello proposto dal territorio. Lo scorso 27 agosto, infine, la Giunta Capitolina ha approvato la delibera per la variante urbanistica, preventivando 20 milioni per l’esproprio. Ad oggi manca ancora, però, l’approvazione definitiva dell’Assemblea Capitolina.


“Quello dell’area di via dei Lucani non è un caso isolato – aggiunge Silvio – fra lo sgombero del Cinema Palazzo di un anno fa, l’enorme sanzione amministrativa che si è abbattuta su Esc e il campo della polisportiva popolare Atletico San Lorenzo che rischia di scomparire, è evidente il più ampio processo di speculazione in atto. Per questo stiamo attivando una campagna comune e pretendiamo che la nuova amministrazione Gualtieri dia subito un segnale di cambiamento rispetto alle politiche urbanistiche degli ultimi anni. Chiediamo che venga definitivamente approvato lo scostamento di bilancio a dicembre, per proseguire sulla via dell’esproprio e della costruzione di aree verdi e servizi pubblici per il quartiere“, conclude l’attivista.

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