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Minori, Bonetti: “Carta di Treviso è stata la svolta, ma ora è necessario un passo avanti”

ELENA BONETTI MINISTRA PER LE OPPORTUNITA'
La ministra delle Parità opportunità e la famiglia lo ha dichiarato nel suo intervento al forum organizzato da Telefono Azzurro e dal Comune di Treviso
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ROMA – “La Carta di Treviso racconta di un Paese che su alcuni temi ha avuto il coraggio di svoltare e di restituire a bambini e bambine la piena cittadinanza nella nostra comunità, di non considerarli cittadini in embrione”. Così la ministra delle Parità opportunità e la famiglia, Elena Bonetti, nel suo intervento di stamattina al forum ‘Dalla Carta al Patto di Treviso. Trent’anni dopo, sempre dalla parte dei più piccoli’, tenutosi a Treviso nel Palazzo dei Trecento e organizzato da Telefono Azzurro e dal Comune di Treviso.

“Come dice anche la nostra Costituzione- ha aggiunto la ministra-sono soggetti portatori di diritto e questo impone che noi realizziamo delle regole istituzionali che siano coerenti con la loro condizione di cittadinanza. Il difetto del nostro mondo- ha detto ancora- è quello di scrivere regole con una sola prospettiva: quella di genere o del mondo adulto…”.

Per la ministra la Carta di Treviso “ha avuto effetti importanti nella tutela dei minori e ha affermato che il nostro paese nei processi comunicativi costruisce l’esperienza del Paese stesso. La narrazione- ha spiegato Bonetti- è parte integrante dell’accadimento storico”. Il passo avanti che si vuole fare adesso “è necessario: bisogna passare dal come parliamo ‘dei’ bambini a come parliamo ‘per’ i bambini, come parliamo ‘con’ i bambini. È un patto- ha ribadito la ministra- che non può mancare del protagonista, non può essere l’invitato che non siede al tavolo”.

Bonetti ha poi toccato il tema del processo educativo, “uno dei tre pilastri su cui con l’Osservatorio per l’infanzia e l’adolescenza ha costruito il suo Piano. È un’azione che va fatto sul mondo adulto per renderlo più credibile e competente. Poi c’è l’aspetto del mondo dell’informazione e il tema della costruzione di un nuovo linguaggio sociale soprattutto nel mondo dei social: qui- ha proseguito la ministra- c’è relazione e quindi il linguaggio deve essere rispettoso e liberante, altrimenti quella relazione può degenerare in violenza e abuso”.

Secondo Bonetti il mondo dei social va affrontato “con chiarezza a e responsabilità: dobbiamo entrare non solo come controllori ma come chi è capace di animare. I bambini e le bambine devono essere accompagnati e messi in grado di non vivere in solitudine i social”. “La Carta- ha ribadito la ministra- ha attivato un processo di straordinario cambiamento”. Ora, “serve una collaborazione tra le istituzioni: i comuni hanno straordinaria capacità di essere elementi galvanizzanti per costruire le alleanze giuste; il rapporto con le Regioni è stato fondamentale per le politiche di strategia e coesione territoriale”. Anche la transizione digitale “così messa al centro del Pnrr vuol dire infrastrutture fisiche e di competenze. Inseriamo anche questa tematica affinché anche i bambini siano chiamati a farne parte. L‘Italia questo passaggio lo vuole fare- ha concluso Bonetti- abbiamo i mezzi e la visione per farlo, abbiamo i mezzi e siamo partiti”.

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