Report del Consiglio Grande e Generale del 10 novembre – pomeriggio

Alle preoccupazioni sullo stato di sicurezza dell’Aula rispetto al rischio di contagio da Covid-19, si aggiungono riflessioni sulle conseguenze dell’esito della Commissione d’inchiesta sul caso Cis, discussa nella precedente sessione consiliare
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Il Consiglio Grande e Generale prosegue e conclude nel pomeriggio il dibattito delle comunicazioni. Alle preoccupazioni sullo stato di sicurezza dell’Aula rispetto al rischio di contagio da Covid-19, si aggiungono riflessioni sulle conseguenze dell’esito della Commissione d’inchiesta sul caso Cis, discussa nella precedente sessione consiliare.

In particolare, nel pomeriggio intervengono i Segretari di Stato Elena Tonnini e Roberto Ciavatta che replicano alle critiche per non aver autorizzato tamponi a tutti i consiglieri. Tonnini liquida le polemiche come strumentalizzazioni politiche: “Si guarda al dito e non alla luna per interessi di partito, pur di non guardare alle cose importanti”. Infatti “sui test e sulla sicurezza dei lavori consiliari, mi chiedo se si stia facendo un’azione di strumentalizzazione- manda a dire il Segretario agli Affari interni- per distrarre da certi temi di rilevanza politica molto più scomodi di cui si dovrebbe parlare in aula”, ovvero le responsabilità che emergono a seguito della relazione della commissione d’inchiesta. Tornano ai tamponi, Tonnini spiega poi che nei precedenti Uffici di presidenza c’era accordo da parte di tutti i capigruppo sulle misure di sicurezze predisposte per il Consiglio: “Evidentemente Rf ha cambiato idea- puntualizza- e nell’ultimo Udp chiede tamponi e dice che non valgono le indicazioni del Dipartimento Prevenzione Iss e della Protezione civile e vorrebbe addirittura mandare all’Oms foto delle disposizioni dell’Aula”.
Il Sds Ciavatta conferma di ritenere più che sufficienti le valutazioni sulla sicurezza di Palazzo Pubblico da parte del Dipartimento prevenzione Iss e della Protezione civile. “Il tampone non lo faccio se non all’interno di una richiesta diagnostica- chiarisce- se c’è effettivo rischio che sono entrato in contatto con qualcuno, ma lo deve richiedere un medico, non un consigliere dello Stato”.

Nel corso del dibattito in comma Comunicazioni, si arriva anche a uno scambio di accuse pesanti all’interno di Npr, da parte del capogruppo Denise Bronzetti che tira in ballo tre suoi colleghi citati nella relazione della commissione Fincapital. “Si danno sempre letture politiche a seconda di quello che si vuole dimostrare- lamenta- e di chi si vuole colpire in un determinato momento”.

Concluso il comma comunicazioni, dopo un dibattito in cui emerge soddisfazione bipartisan, l’Aula approva al comma 3 l’Avvio delle procedure di reclutamento di 2 giudici d’appello e di 2 commissari della legge con 34 voti a favore, zero contrari e 8 astenuti. Segue una serie di nomine e sostituzioni, quindi si passa all’esame dei decreti. Approvati quelli non scorporati, viene poi discusso e approvato il n. 157, (Procedura speciale di riscossione esattoriale per i titolari di obbligazioni emesse ai sensi del Decreto – Legge 27 luglio 2017 n.89). La seduta si interrompe e l’esame dei decreti verrà ripreso nella seduta di domani.

Di seguito un estratto degli interventi del pomeriggio al comma 1.

Comma 1. Comunicazioni

Alessandro Bevitori, Libera

Il gruppo di Libera aveva già chiesto nella precedente sessione consiliare di poter lvorare in sicurezza, abbiamo adottato misure un po’ estemporanee, è cosa importante, non solo per la nostra salute, ma anche per tutti i contatti che abbiamo. E anche per il ruolo che ha l’Ecc.ma Reggenza, che presiede ogni organismo istituzionale, sarebbe grave farle correre rischi. Ho sentito motivazioni stucchevoli, sui privilegi dei cosiglieri. Noi abbiamo prenotato privatamente come gruppo di Libera i tamponi, ma come disponibilità non l’abbiamo trovata prima di domani. Li facciamo a spese nostre e non facciamo speculazioni su questo. Sono contento che dei gruppi di maggioranza li hanno fatti spontaneamente. Si vuole cercare di fare le cose in sicurezza. Adesso il Sds Ciavatta ha detto no e tutti supini dobbiamo accettarlo, ma siamo un’Aula consiliare, non trovo opportuno che dobbiamo seguire quanto detto dal Segretario Ciavatta che esprime il suo parere legittimo, ma dobbiamo lavorare in autonomia, c’è una separazione dei poteri, tra legislativo ed esecutivo. Bisogna che ci facciamo carico delle nostre responsabilità. Sappiamo che qui dentro ci sono una decina di positività anche dei dipendenti di Palazzo pubblico, bisogna capire quanto si sia allargato il contagio con controlli.

Siamo rimasti sconcertati dalla dichiarazione nell’ultima sessione consiliare del Segretario Ciavatta nel dibattito sulla commissione d’inchiesta. Ha dichiarato con serenità che fino al 2016 frequentava abitualmente il giudice Buriani. E vi andava anche a prendere informazioni riservate in ambito giudiziario. Per poi dire che non ci è più andato. Io su queste dichiarazioni vorrei qualche chiarimento in più, sul perché lei andava abitualmente dal giudice Buriani. Non può finire in una bolla di sapone. Veniamo all’ultimo tema, mi pare non ci sia la presa di distanze auspicata, vedo anche una componente della maggioranza che non dice cosa vuole chiaramente, se un passo indietro dei ribelli grandoniani. Si esprima con chiarezza per evitare l’imbarazzo, se uno vuole fare un’azione che faccia nomi e cognomi senza avvocati di ufficio, il paese ha bisogno di altro.

Matteo Ciacci, Libera

Sulle risultanze della commissione d’inchiesta Cis, ritengo sia utile dover compiere da parte tutti i gruppi riflessioni da un punto di vista politico, non possiamo limitarci a prenderne atto. Mi riferisco agli odg e ad alcuni interventi non solo di consiglieri ma anche da Segretari di Stato. E’ abbastanza svilente il dibattito in Consiglio per chi come la nostra forza politica ha avuto capacità di prendere le distanze, questo non avverrà in quest amaggioranza che resta silente e buona pur di restare attaccata alla poltrona. Delle risposte devono essere date: una risposta chiara rispetto a coloro che sono stati citati nella relazone Cis e non sono stati minimamente affrontati da un punto di vista politico dalla maggioranza cui ancora fanno parte. In aula Bronzetti mi aveva detto ‘ti risponderò’ nella scorsa sessione, mi piacerebbe finalmente sentire la sua versione dei fatti. Una componente di Npr è stata chiara e ha chiesto che certe prese di distanze devono esserci e avere conseguenze. Credo però che la presa di distanze non debba venire solo da Psd e Md, ma da tutta la maggioranza. Credo poi che l’intervento del Sds Ciavatta non possa cadere nel vuoto e limitarsi a essere etichettata come ‘semplice pazzia’ di un Sds. Le sue affermazioni fatte in Aula sono gravi. Sui rapporti con un commissario della legge lasciano sbigottiti, nel 2015 Rete- che era il movimento
del cambiamento e della distinzione dei poteri- aveva un suo autorevole esponente che dialogava con un commissario della legge. Poi chi è il Sds che tutti i giorni incontra Gabrele Gatti, come mai le dichiarazioni di Ciavatta si innestano nell’ambito di procedimenti giudiziari, inviterei la maggioraza a fare riflessioni invece che spingere bottoni su conto mazzini, caso titoli e tavolucci.

Pretendiamo risposte.

ElenaTonnini, Sds per gli Affari Interni

Dal dibattito mi pare si guardi al dito e non alla luna per interessi di partito, pur di non guardare alle cose importanti. E’ il caso sui test e la sicurezza dei lavori consiliari, per carità legittimo, ma mi chiedo se si stia facendo un’azione di strumentalizzazione politica per distrare da certi temi di rilevaza politica molto più scomodi di cui si dovrebbe parlare in aula.

Oggi Rf dice che vuole i tamponi preventivi, nell’ufficio di presidenza del 26 ottobre scorso il capogruppo Renzi fa presente di non essersi mai addentrato nella richiesta di esami diagnostici. Sento oggi la loro contrarietà di restare in questo Palazzo, che è stato riorganizzato per permettere il lavoro non con la garanzia di sicurezza, perché la sicurezza totale non esiste se non chiudendosi in casa. Abbiamo però riorganizzato il lavoro di questa sala attraverso la verifica del dipartimento Prevenzione e da parte della Protezione civile. E considero favorevolmente le indicazioni del consigliere Guidi quando invita a trovare soluzioni comuni. E proprio nell’Udp del 27 ottobre si era trovatà l’unanimità e il compiacimento dei capigruppo per la soluzione individuata. Evidentemente Rf ha cambiato idea e nell’ultimo Udp chiede tamponi e dice che non valgono le indicazioni del Dipartimento Prevenzione e della Protezione civile e vorrebbe addirittura mandare all’Oms foto delle disposizioni dell’Aula.
Vorrei tornare ai temi importanti, smettere di guardare al dito per guardare alla luna. La cerficiazione da parte della relazione della Commissione d’inchiesta dell’esistenza di una associazione a delinquere che ha sottratto risorse al paese e influenzato organi dello Stato tra cui anche il Tribunale. C’è una relazione che fa emergere elementi preoccupanti della facilità con cui il gruppo Confuorti si è infiltrato nel cuore delle istituzioni di un Paese, nella politica, dentro lo scorso governo e nel tribunale. L’Odg approvato in aula parla di censura politica a chi nella passata legislatura ha protetto nel tempo il disegno messo in atto da proprietà a dirigenza di Banca Cis in collegamento al gruppo Confuorti e con il sostengo del giudice Buriani. C’è chi punta il dito per pura opportunità politica e non per una sincera volontà di aiutare il paese nel liberarsi da grandoniani o da altri elementi che non devono spostare l’attenzione rispetto ai veri problemi. Libera oggi attacca solo solo i ribelli grandoniani, significa che sta facendo gli interessi del paese o sta ancora portando avanti gli interessi di Grandoni?

Denise Bronzetti, Npr

Capisco il livore del collega Ciacci, a lui dico che non intervengo quando lo decide e lo vuole lui. Forse sta cavalcando quello che politicamente è facile cavalcare. Rispetto nonostante quanto scritto dalla stessa commissione, di cui anche lei faceva parte, va detto per chiarezza che quando nel 2017, cioè guarda caso in corrispondenza a certe questioni e certi fatti accaduti all’interno della commissione Affari di giustizia, la sottoscritta comincia ad essere ricattata. La sottoscritta informa subito i propri colleghi della commissione Affari di giustizia, rende nota la questione rimasta inerme, che nulla ha prodotto in termini di ritorno economico, e tace tutto per 13 anni e puntualmente poi si cominciano a prendere posizioni all’interno della commissione Affari di giusizia e ricominciano i ricatti. E’ una questione tanto nota anche ai miei cari di colleghi di lista che, nel momento in cui decido di ricandidarmi, Npr mi accorda la fiducia come capogruppo pur essendo a conoscenza di quanto stava succedendo. Per correttezza rispetto a ricostruzioni piuttosto fantasiose, i colleghi Psd e e Ssd non si ricordano chi erano i ribelli grandoniani. I ribelli nascono come moto di contestazione interna al Psd di allora e veniamo definiti ribelli, ma no erano solo Berardi, Bronzetti e Ottaviani. Erano tanti di più e i nomi sono stati forniti alla commissione e non c’entravano nulla con Grandoni ma con un moto di insofferenza con l’allora dirigenza che ha dato l’avvio al così detto Conto Mazzini. Sono stata in consiglio 15 anni e solo una volta ho fatto la Reggente. Fossi stata vicina ai poteri forti pensate che non avrei fatto forse una carriera politica diversa rispetto quella che ho oggi in curriculum?

Su chi può rivestire incarichi e chi non lo può fare, cito la commissione Fincapital, il capitolo lotti Valdragone. ‘Nella scrittura c’era scritto che le aree dovevano diventare edificabili per intercessione di Stofli, gli altri sottoscrittori si impegnavano a portare voti per lui e ai candidati della sua cordata. Si ricorda di Iro Belluzzi?’. Due anni dopo è diventato Segretario di Stato per il Lavoro. Il Psd questi passaggi non se li ricorda. Nella stessa relazione si cita Federico Pedini Amati il mio collega Mancini, però si danno sempre letture politiche a seconda di quello che si vuole dimostrare e di chi si vuole colpire in un determinato momento.

Iro Belluzzi, Npr

I fatti riportati nella relazione Fincapital sono riportati da un teste che doveva narrare un certo tipo di racconto. Ricordo che i fatti di Valdragone si verificano in un periodo antecedente al 2000, periodo in cui militavo all’interno del partito di riferimento, facevo parte della corrente all’interno del partito socialista, tant’è che dopo le elezioni del 2001 fui chiamato a ricoprire il ruolo di segretario particolare e con l’allora politico Stolfi non ci si frequentava. Feci rimarcare che non credo che nessuno, tanto meno Stolfi per giungere all’obiettivo che poi non ha avuto seguito, nella vicenda dei lotti di Valdragoni, raccogliesse voti per me a mia insaputa. Infatti non ci fu nessu tipo di conseguenza da quanto riportato all’interno di quella relazione, non ho mai firmato contratti che mi avrebbero concesso il 5% di ritorno in conseguenza dell’affiliazione politica.

Guerrino Zanotti, Libera

In coda al comma comunicazioni la discussione ha abbandonato al tema della sicurezza in aula e del covid. Il Segretario Tonnini ci invita a guardare la luna anziché il dito, io invito il Segretario Tonnini a scendere dalla luna e a rimettere i piedi sulla terra. Se l’intenzione è quella di riscrivere le 200 e passa pagine della commissione d’inchiesta lasciamo a Segretario, governo e maggioranza questo piacere. Credo vada letta bene la relazione che per fortuna ha fatto chiarezza su una vicenda che per lunghi anni ha attraverato il paese in virtù di un potere economico appoggiato sulle spalle dello Stato e che ha creato i problemi che oggi ci troviamo di affrontare. E sono felice che il lavoro della relazione sarò giudicato non da questo governo e maggioranza ma dal tribunale, se ci saranno conseguenze di carattere penale, le deciderà il tribunale.

Se oggi in Aula si vuole dare alla relazione- che è molto chiara sulle responsabilità- e sulle vicende accadute una rilettura, riteniamo che sia assolutamente fuorviante e si cerca invece di coprire invece vicende che dalla relazione emergono in tutta la loro chiarezza. Su quel materiale il tribunale potrà fare il proprio lavoro. Ci interessa questo e basta. Non ci sono interessi politici di parte.

Roberto Ciavatta, Sds per la Sanità

In tanti hanno affrontato il tema di come l’Iss debba considerare in Consiglio tamponi e distanziamenti, un po’ come li devono considerare i bar. Un po’ si è detto che si devono applicare i protocolli pensati per le scuole…ma c’è una differenza sostanziale. Un bambino delle elementari è difficile che abbia una responsabilizzazione come una persona adulta. E questo deve fare l’Iss: valutare dove c’è un gruppo di adulti distanziati, che sanno che devono tenere mascherine e certi atteggiamenti, se c’è un caso e questo non mette a repentaglio gli altri o meno. Il consigliere Guidi ha detto che non si devono considerare i consiglieri come bambini, ma solo poco fa tre del suo gruppo hanno parlato vicini tra loro senza mascherina. Inutile fare profili diagnostici se non si rispettano regole di base e non credo si possa essere tutti dei sanitari. Io nei giorni scorsi, visto che sono stati richiesti approfondimenti su ammanchi deu fondi pensione, ho dato indicazioni fin dove potevo, poi ho detto a Guidi: se hai bisogno di info più tecniche mettiti in contatto con il direttore amministrativo Iss. Allo stesso modo, non mi permetto di pensare che sbagli chi fa i protocolli all’interno dell’Iss e dice quali sono le condizioni per stare qui- dipartimento prevenzione e protezione civile- se abbiano verificato idoneità dell’Aula. Non è che se i consiglieri per paura ritengono non sia adeguatamente ampia la sala allora o non è adeguatamente ampia. Qui come altrove. Consigliere Guidi che ci ha dato oggi un grande insegnamento, le chiedo ufficialmente se vuole affiancarsi al dipartimento della Prevezione dell’Iss.

Siamo abituati ad avere tutto subito e gratis. Quando ci chiamano per dirci che si è stati due ore al telefono per una visita, io rispondo: ‘mi auguro non abbiate parenti a Rimini con problemi, in caso chiedete a loro come funziona il tracciamento lì.
Oggi se dovessimo fare un tracciamento, come indicate voi, con sintomi inferiori all’influenza, in un momenot in cui ancora fortunatamente possiamo andare al bar e ristorante, vorrebbe dire fare 30 mila tracciamenti. Sapete cosa significa se si trova un solo positivo in una classe? Spesso vi lamentate del brodo grasso e alimentate la lamentela della cittadiananza. Il tampone non lo faccio se non all’interno di una richiesta diagnostica se c’è effettivo rischio che sono entrato in contatto con qualcuno, ma lo deve richiedere un medico non un consigliere dello Stato.

Il resto del comma comunicazioni: l’aspettativa dei propri interventi non è più aspettativa politica, ormai gli interventi nel Consiglio sono orientati ai like sui social. Quando ci sono domande retoriche: ‘Ciavatta risponda’…chi fa quella domanda sa già due cose, che c’è un’interpellanza depositata e che risponderò nei 30 giorni previsti per legge. La domanda serve solo a mettere questa cosa su Fb. Certo che risponderò, Ciacci. Ognuno farà i conti con quello che ha nella coscienza al di là delle proprie responsabilità. Noi siamo passati per tre anni in cui il Paese è stato sfaciato e quella cricca lì stava per prendere tutti i gangli del potere.

Matteo Ciacci, Libera

Io sono in Aula per dir ela mia opinione, non per prendere i like, come ha fatto per anni il suo movimento politico che oggi sui social è molto più silente di prima. Ancora non ha risposto alla domanda che facciamo da tempo, dovrebbe avere un po’ di rispetto per chi in aula pone interrogativi, fa proposte e mette in evidenza anche alcune contraddizioni che stanno emergendo. Nella relazione emergono responsabilità politiche ed emerge anche chi ad un certo punto ha detto ‘no’ ad un certo sistema, e lei era con noi quando lo si è detto.

Grazie Zafferani, Rete

Nella scorsa sessione consiliare durante tutto il dibattito dell’esito dei lavori della commissione d’inchiesta, e anche oggi negli ultimi interventi in comma comunicazione, abbiamo ben copreso cosa ha fatto emergere il lavoro della commissione. Nulla purtroppo di diverso da altr erelazioni di commissioni di inchiesta, non solo, da numerose indagini e sentenze accumulate negli anni. Fattori comuni: corruzione, corrotti e corruttori, associazioni a delinquere e sistema mafioso. Ancora oggi è molto difficile inseguire i velocissimi mutamenti e trasformazioni, i nomi cambiano ma il sistema mafioso resta. Oggi e più di ieri comprendiamo quanto è mortale da tutti i punti di vista: economico, sociale, culturale e giuridico.

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12 Novembre 2020
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