In Emilia-Romagna tamponi in ritardo. E i cittadini pagano di tasca loro

Udicon lancia l'allarme: in regione sempre più tamponi fatti "in ritardo" e rischi di contagio "troppo alti", tanto che i cittadini sono costretti a rivolgersi a laboratori privati
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BOLOGNA – Tamponi fatti “in ritardo” e rischi di contagio “troppo alti” in Emilia-Romagna, tanto che sempre più spesso i cittadini pagano di tasca loro i laboratori privati per fare i test anti-covid. A sostenerlo è l’associazione di consumatori Udicon, che ha scritto al governatore Stefano Bonaccini, all’assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini, e ai sindaci dei capoluoghi per segnalare “le decine e decine di criticità arrivate dai cittadini” di tutta la regione.

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“La situazione attuale è difficile per tutti- afferma l’associazione- ma non possiamo esimerci dal sottolineare le numerose problematiche che li coinvolgono. Abbiamo davvero il polso della situazione ed è per questo che esprimiamo preoccupazione”. L’Udicon riferisce di “numerose segnalazioni di associati e non che aspettano per troppi giorni l’esito di un tampone e di persone, invece, che attendono a lungo il tampone vero e proprio. Senza contare che, se un cittadino è venuto a contatto con una persona positiva, secondo normativa, deve mostrare dei sintomi prima di poter richiedere al proprio medico di base di prescrivergli un tampone, con l’evidente risultato di aumentare i rischi del contagio qualora fosse positivo e continuasse la sua normale routine”. Per questo, gli emiliano-romagnoli “spesso e volentieri sono costretti a fare il tampone in studi privati, con un esborso economico non indifferente per non mettere a rischio la propria salute, quella dei colleghi di lavoro, parenti e amici”.

L’associazione dei consumatori esprime quindi “forte preoccupazione” per la situazione. “Non può andare avanti così- avverte Udicon- servono tamponi per tutti, dagli esiti certi e veloci. Occorre fare di più e meglio, per permettere a tutti di lavorare in sicurezza e fermare i probabili veicoli di contagio”. Pur capendo “le difficoltà” del momento, l’Udicon dell’Emilia-Romagna dice di non poter “non sottolineare come i disguidi si ripercuotano alla fine sui cittadini. Siamo convinti che si possa e si debba fare di più, a partire dalle Istituzioni”.

UDICON HA SCRITTO A BONACCINI

Da qui la lettera a Bonaccini e Donini “per sollecitare un cambio di passo in nome della tutela della salute pubblica- afferma l’associazione dei consumatori- la quale viene comunque prima di tutti gli altri parametri, economici e non. Non è più il tempo di tergiversare, la sanità dell’Emilia-Romagna al momento sta reggendo, ma non possiamo permetterci di arrivare alla piena saturazione, occorre agire in fretta prima che la situazione precipiti”, conclude Udicon.

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12 Novembre 2020
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