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In Messico la Polizia spara sul corteo femminista, 4 feriti

Le violenze hanno provocato indignazione in tutto il paese. Tra i feriti ci sono anche due giornalisti
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ROMA – Si è conclusa con quattro feriti e otto arresti la marcia di ieri contro i femminicidi a Cancun, in Messico. Il corteo degli attivisti guidati dai movimenti femministi ha cercato di forzare il cordone che impediva l’accesso al municipio della città, e così le forze di sicurezza sono intervenute per disperderlo, arrivando ad aprire il fuoco. Tra i feriti ci sono anche due giornalisti.

L’incidente ha sollevato grande indignazione e condanne da più parti nel Paese. A innescare l’iniziativa di protesta, un altro caso di femminicidio: stavolta si è trattato di Bianca ‘Alexis’ Lorenzana, una ragazza di 20 anni scomparsa qualche giorno fa e ritrovata morta, il corpo mutilato.

Il Messico è uno dei paesi più pericolosi per le donne, con una media di dieci femminicidi al giorno come ha rivelato a marzo un report del Segretariato esecutivo del Sistema di pubblica sicurezza nazionale (Sesnsp). Il corteo a Cancun è diventato così una protesta contro l’attuale presidente, Andres Manuel Lopez Obrador, accusato di non implementando politiche efficaci per ridurre le violenze contro le donne.

Il capo dello Stato però ha respinto più volte queste accuse, denunciando di essere vittima dei movimenti femministi che, in combutta coi partiti di opposizione, starebbero cercando di gettare discredito sul suo operato. Quei movimenti, ha detto Obrador a febbraio scorso, “Si oppongono alla rinascita morale che stiamo promuovendo. Rispetto le loro opinioni ma non le condivido. Credo che dobbiamo moralizzare il paese, purificare la vita pubblica e rafforzare i valori culturali, morali e spirituali” ha detto il presidente, così come si legge sulla testata britannica Guardian.

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