Padre Zanotelli: “A Nassirya non erano martiri. Salvini? Per me conta Gesù”

"Quegli uomini non erano li' per garantire la pace ma per difendere l'Eni. Questa e' la verita'. Lo Stato dovrebbe smetterla di dire bugie"
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ROMA – “Per Salvini non sono un cristiano? Lo ringrazio. Detto da lui mi fa onore. Non mi tocca minimamente. Io mi sento seguace di Cristo, che per queste idee e’ stato messo in croce…”. Padre Alex Zanotelli sceglie di non replicare al leader della Lega, che lo ritiene ‘indegno di definirsi un prete” e minaccia di “scrivere in Vaticano” per denunciare Zanotelli.

Ecco le parole del leader leghista contro il missionario comboniano: “Questo signore non sa quello che dice, dovrebbe vergognarsi e chiedere scusa ai parenti dei nostri morti: è indegno di dirsi prete! Scriverò direttamente in Vaticano”.

Zanotelli sorride: “Oh bella questa. Faccia, faccia pure Salvini. Non mi fa nulla. Se scrive in Vaticano gli rispondera’ Papa Francesco, che e’ il primo a condannare le guerre”.

A destare le critiche di Salvini in particolare le parole di Zanotelli sui carabinieri morti a Nassirya. “Ma io le confermo. Quei militari non erano vittime”, dice Zanotelli interpellato dall’agenzia Dire.

Padre Alex Zanotelli aggiunge a proposito dei militari morti a Nassirya: “Quegli uomini non erano li’ per garantire la pace ma per difendere l’Eni. Questa e’ la verita’. Lo Stato dovrebbe smetterla di dire bugie. Erano parte di una guerra. Il resto sono assurde montature. Ricordo che il primo a chiedersi perche’ facessimo dei funerali di stato, visto che non erano martiri, fu monsignor Nogaro, anche lui perseguitato per le sue idee di pace… “.

L’esercito italiano dovrebbe ritirare i contigenti? “Ma certamente. Non siamo forze di pace. In Iraq – aggiunge il missionario comboniano- abbiamo contribuito a smantellare un popolo, abbiamo fatto venire fuori l’odio tra le persone. Quella guerra ha creato l’Isis. Allora chiediamoci: cosa ci facciamo in Iraq? Quello non e’ il posto per noi. E’ il minimo che io possa dire”.

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