Lampedusa, il sindaco chiede rimozione imbarcazioni migranti abbandonate

"Il governo nazionale intervenga al più presto", ha dichiarato il sindaco di Lampedusa e Linosa Totò Martello
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

PALERMO – “Il governo nazionale intervenga al più presto e disponga la rimozione delle imbarcazioni abbandonate a Lampedusa, perché con il maltempo di questi giorni e le pessime condizioni del mare si sono trasformate in un pericolo per la comunità, per le infrastrutture e per l’ambiente. Molte di quelle che erano ormeggiate al molo Favaloro sono infatti in balia delle onde all’interno del Porto, rischiando oltretutto di danneggiare le altre imbarcazioni ed i nostri pescherecci”. Lo dice Totò Martello, sindaco di Lampedusa e Linosa.

“Da tempo – aggiunge – chiedo alle istituzioni competenti di intervenire per risolvere il problema legato alle imbarcazioni utilizzate dai migranti che, una volta arrivate a Lampedusa, vengono ormeggiate e di fatto dimenticate. Una situazione di fronte alla quale l’amministrazione comunale ha le mani legate poiché, fino a quando si tratta di barche sotto sequestro, non possono essere rimosse. Poi succede che il tempo passa, i materiali si deteriorano e a volte alcune di queste affondano all’interno del porto: quindi scattano una serie di ulteriori vincoli ambientali che complicano ulteriormente la procedura di rimozione, che a quel punto ha costi molto più elevati che di certo non si può chiedere al Comune di sostenere, e dunque senza l’intervento del Ministero non si può fare nulla”. “Non è ammissibile – conclude Martello – che il nostro Porto, che per l’isola è una infrastruttura fondamentale sotto diversi punti di vista, sia messo a rischio da imbarcazioni abbandonate per colpa delle lungaggini burocratiche o della mancanza di volontà delle istituzioni nel risolvere questa situazione. Il governo faccia qualcosa, prima che si verifichino incidenti gravi”.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

12 Novembre 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»