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Mattarella: “Morti in missione vincolo morale per continuare l’impegno dell’Italia”

Sedici anni fa la strage di Nassirya, in Iraq. Casellati: "Mai dimenticare i caduti per la patria"
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ROMA  – Era il 12 novembre 2003 quando, in Iraq, un attentato colpì la base italiana dei Carabinieri, a Nassirya. Morirono 28 persone, 19 erano italiane. A scoppiare all’ingresso della base fu un camion cisterna con  centinaia di litri di liquido infiammabile mescolato a tritolo. L’attentato venne rivendicato dai terroristi di al-Qaeda.

“In occasione della Giornata dedicata dalla Repubblica al ricordo dei caduti militari e civili nelle missioni internazionali rivolgo un deferente pensiero a tutti coloro che hanno perso la vita, impegnati nella pacificazione delle aree di crisi, per sconfiggere il terrorismo e consentire alle popolazioni oppresse un orizzonte di speranza“, dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini.

“I conflitti e le tensioni- aggiunge-, spesso provocati e sostenuti da forme di terrorismo transnazionale rivolte a sovvertire i principi di convivenza, rispetto dei diritti umani, libertà, vedono impegnata l’intera comunità internazionale per affrontare sfide insidiose contro l’umanità. L’esempio dei nostri caduti rappresenta un vincolo morale per la continuità del contributo del nostro Paese nei diversi ambiti: le donne e gli uomini presenti nelle diverse aree di conflitto sanno di poter contare sul concorde sostegno del popolo italiano”. “Lo slancio e l’altruismo di quanti hanno donato la propria vita per il bene comune- sottolinea il capo dello stato- è fonte di riflessione per tutti i cittadini, che nel loro agire quotidiano sono chiamati ad un contributo egualmente prezioso per la civile convivenza e il progresso della comunità nazionale e internazionale. Ai familiari dei caduti esprimo la sentita riconoscenza della Repubblica e i sentimenti della mia affettuosa vicinanza”.

“Sedici anni fa l’attentato a Nassiriya tolse la vita a 19 italiani. Fu l’attacco più grave subito dai nostri militari impegnati nelle missioni di pace nelle aree di crisi. Un tributo di sangue pesantissimo che il nostro Paese ha dovuto pagare alla causa della pace, della libertà e della sicurezza dei popoli. I civili e i soldati che persero la vita a Nassiriya sono caduti per la Patria che non possiamo e non dobbiamo mai dimenticare”, ha detto il Presidente del Senato Elisabetta Casellati in occasione della ricorrenza della strage di Nassiriya del 12 novembre del 2003.

Il Presidente Casellati ha aggiunto: “Nella giornata dedicata al ricordo dei caduti militari e civili nelle missioni internazionali e a pochi giorni da un altro agguato che, sempre in Iraq, ha coinvolto operatori delle nostre Forze Speciali, è doveroso rivolgere un pensiero e un ringraziamento alle nostre donne e ai nostri uomini in divisa che, con coraggio e dedizione, mettono a rischio la propria vita pur di salvaguardare e affermare i diritti delle comunità oppresse nelle zone di guerra di tutto il mondo”. Oggi pomeriggio, nell’Aula di Palazzo Madama, il Presidente del Senato farà osservare un minuto di raccoglimento per commemorare la strage di Nassiriya.

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