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‘Ama l’odio di Trump’, in centinaia a New York contro l’hate speech di The Donald/ FT e Vd

Manifestazione di solidarietà alle molteplici comunità che hanno subito le invettive del miliardario americano durante in campagna elettorale
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NEW YORK – ‘Love Trump’s hate’, ‘Ama l’odio di Trump’ è il titolo della manifestazione di ieri a New York, l’ennesima nella Grande Mela, dopo l’elezione di Donald Trump, per esprimere solidarietà verso le molteplici comunità che hanno subito le invettive del miliardario americano durante in campagna elettorale.

L’organizzatrice è Sidney Miller, una 19enne, che ha chiamato a raccolta gli anti-Trump semplicemente lanciando un invito attraverso i social network: “So che molti di noi sono devastati dal risultato di queste elezioni- ha spiegato sulla pagina Facebook dedicata all’evento- e chi potrebbe esserlo di piu’ se non le vittime dei discorsi d’odio di Donald Trump? Restiamo uniti. Facciamo sapere ai musulmani, alle donne, ai disabili, ai latinoamericani, e chiunque altro sia stato oggetto delle sue offese, che questo Paese non li odia. #LoveStillTrumpsHate. Invita i tuoi amici. Dai un segno”.

Appuntamento al Washington Square Park, per una passeggiata pacifica tra le vie del centro, a cui hanno aderito a centinaia: giovani, meno giovani, uomini e donne, anche genitori coi passeggini o i figli in braccio. Come Lexy, 24 anni, un bimbo di tre. Come pensi di affrontare l’America di Trump? “Ascoltare, essere presente e agire”, risponde. “Continuero’ a lottare, anche se con il tempo le manifestazioni verranno a diminuire”.


Poi una critica diretta al sistema di voto statunitense, che non premia la maggioranza dei voti degli elettori, ma quella dei ‘delegati’ il cui numero varia da stato a stato: “Sedici anni fa quando e’ stato eletto George W. Bush i miei genitori mi hanno spiegato come funziona il sistema elettorale americano. Avevo 8 anni e gia’ allora non mi convinceva il fatto che il voto popolare non fosse determinante. Oggi dopo tutto questo tempo, rivivo la stessa sensazione. E la cosa peggiore e’ che in questi sedici anni non e’ cambiato nulla”.


“Nove novembre: il giorno in cui il sistema ha rubato le nostre vite, il giorno in cui l’America è morta“, si legge su uno dei tanti cartelli mostrati dai manifestanti. “Costruisci ponti, non muri”, “Non possiamo cambiare il passato, ma possiamo combattere per il futuro”, “Basta Trump” si legge sugli altri, e mentre il sole comincia a calare, la folla non cessa di marciare, intonare cori e canzoni per esprimere il suo dissenso fra le strade di Manhattan. Chissa’ se dalla Trump Tower qualcuno era in ascolto.

di Alessandra Fabbretti, ha collaborato Mariagrazia De Luca

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