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Milano, le piazze ‘pro-Israele’ e ‘per la Pace’ dividono il centrosinistra

Azione, Italia Viva e +Europa in piazza con la Comunità Ebraica. M5s, Verdi e Sinistra con Anpi e Cgil per il cessate il fuoco. Il Pd "in tutte le piazze"

Pubblicato:12-10-2023 17:21
Ultimo aggiornamento:12-10-2023 17:21
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MILANO – La questione israelo-palestinese spacca ancora una volta il centrosinistra milanese. Dopo le defezioni sul voto in aula a palazzo Marino per la decisione di esporre la bandiera dello stato di Israele- affiancata da quella della pace- sulla sede del Comune (oggetto poi di un duro scambio tra il presidente della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano, Roberto Jarach e il sindaco Beppe Sala) sono ora le diverse piazze convocate in questi giorni a segnare un solco profondo tra i partiti di un ipotetico ‘campo largo’.

Da un lato, infatti, la manifestazione “Milano al fianco del popolo di Israele”, organizzata da ‘Il Foglio’ insieme alla Comunità Ebraica di Milano per questa sera alle ore 18.30, con ritrovo in Largo Cairoli. Una manifestazione che non avrà simboli di partito, ma che ha visto l’adesione convinta di tutti i partiti di centrodestra, di Azione, di Italia Viva, di +Europa e del Partito Democratico. Dall’altro lato, invece, la manifestazione “Ora Pace”, organizzata da Cgil e Anpi, che si terrà domani, venerdì 13, alle 18.00, sempre in piazza Cairoli. Il Partito Democratico sarà presente anche in questa manifestazione, a cui hanno aderito Movimento 5 Stelle, Verdi e Sinistra Italiana.

All’appuntamento ‘pro-Israele’ hanno subito aderito, con un comunicato congiunto, Azione Milano, Italia Viva Milano e +Europa Milano che, però, non saranno nella piazza indetta da Cgil e Anpi per la pace. “Manifesteremo su una piattaforma chiara ed evidente in solidarietà al popolo di Israele- spiega alla ‘Dire’ Lisa Noja, consigliera regionale del gruppo Azione-Italia Viva-. Questa è la linea da tenere. In consiglio comunale abbiamo votato contro la mozione che richiedeva di esporre entrambe le bandiere, quella della pace e quella di Israele, perché la pace non è un vessillo da contrapporre alla solidarietà ad Israele. Riteniamo che la bandiera di Israele sia quella più forte per esprimere la volontà di pace. Questa piazza ci sembra quella che dice con più chiarezza da che parte stiamo”.


Visione opposta da parte dei Verdi, di Sinistra Italiana e Movimento 5 Stelle. Carlo Monguzzi, capogruppo in comune dei Verdi, risponde alla ‘Dire’ che il suo gruppo politico “non scenderà in piazza per manifestazioni che sostengono né l’una né l’altra parte, ma solo in quelle a sostegno della pace”. Stessa linea anche da parte di Sinistra Italiana: “Di fronte al terrorismo di Hamas- scrivono in un comunicato- si deve chiedere a Israele di non macchiarsi di crimini nella sua reazione. Quello che accade in queste ore a Gaza è non solo una violazione del diritto internazionale ma un crimine di guerra”. Posizione simile anche da parte del M5s che, dopo il botta e risposta tra ‘Il Foglio’ (promotore della manifestazione pro-Israele) e Giuseppe Conte per un articolo intitolato ‘Intifada grillina’ fa sapere che parteciperà solo alla piazza convocata da Cgil e Anpi per chiedere la pace e un cessate il fuoco immediato.

Parteciperà invece a entrambe le manifestazioni il Partito Democratico che, come confermato dalla segretaria dei dem lombardi Silvia Roggiani, “sarà in ogni piazza che abbraccia la condanna ferma e inequivocabile dell’attacco terroristico di Hamas, in solidarietà a Israele e a tutte le vittime civili di entrambi i popoli e l’impegno a ogni sforzo diplomatico per evitare l’esplosione del Medio Oriente, lavorando alla prospettiva di ‘due popoli due Stati'”. I dem, infatti, condannano “in modo fermo e nettissimo gli atroci, indiscriminati e senza precedenti atti di terrorismo commessi da Hamas” ma ritengono che “un assedio a Gaza, con interruzione di luce, acqua e soccorso umanitario, in un territorio in cui vivono 2 milioni di persone in quella che è diventata una prigione a cielo aperto nella colpevole indifferenza della comunità internazionale è proibito, come hanno ricordato le Nazioni Unite, dal diritto internazionale umanitario” e “rappresenterebbe, come ha ricordato Emma Bonino, un crimine di guerra che Israele, avendolo subito con l’attacco di Hamas, deve avere la forza morale di non commettere“.

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