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La sfida dell’educazione finanziaria per le donne, Banca d’Italia fa il punto in un convegno

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ROMA – “Gli studi Ocse e le nostre indagini evidenziano che l’alfabetizzazione degli italiani in tema di finanza è poca ed esiste una significativa differenza tra le competenze finanziarie degli uomini e delle donne a sfavore delle donne, che abbiamo individuato come gruppo da raggiungere prioritariamente”. Così il vicedirettore generale della Banca d’Italia, Piero Cipollone, nel suo saluto di apertura al convegno ‘Donne e cultura finanziaria: come superare diffidenza e disinteresse? Buone prassi a confronto’, tenutosi stamattina al centro convegni Ciampi a Roma, per presentare l’accordo fra Banca d’Italia e Consiglio nazionale del notariato, che ha lo scopo di diffondere maggiore cultura finanziaria fra le donne.

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LA PANDEMIA HA COLPITO MOLTI LAVORI FEMMINILI

“Come Banca d’Italia abbiamo avviato numerose iniziative per raggiungere platee sempre più ampie e fragili, come la collaborazione con Soroptimis e adesso con il Consiglio nazionale del notariato. La crisi economica causata dalla pandemia– ha sottolineato Cipollone- ha colpito soprattutto i lavori fatti prevalentemente da donne e l’educazione finanziaria vuole essere una risoluzione. Le donne che non hanno un’autonomia economica sono troppe, ma l’autonomia finanziaria femminile- ha continuato- porta benefici alle donne e all’economia nel complesso, come dimostrano molti studi di Banca d’Italia”.
Al convegno ha preso parte la ministra le Pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti, che ha sottolineato come “l’educazione finanziaria sia una leva per l’espressione di una piena partecipazione alla vita democratica del paese. Nella nostra prima strategia nazionale per la parità di genere- ha aggiunto- abbiamo indicato con chiarezza che l’educazione finanziaria è una sfida non ancora compiuta, ma necessaria, è la precondizione perché si attivi un percorso di piena presa in carico da parte delle donne di un ruolo sociale. Autonomia finanziaria– ha detto ancora Bonetti- significa autonomia decisionale”. Per la ministra è prioritaria “anche per il contrasto alla violenza contro le donne”. Infatti, “dal 2019 la violenza economica è descritta come una forma reale di violenza- ha stigmatizzato la ministra- e proprio da lì come governo abbiamo fatto partire il nostro percorso di contrasto alla violenza maschile contro le donne. Nella nostra strategia il contrasto alla violenza economica è l’asse principale per la prevenzione della violenza ed è l’occasione per uscirne”.

ANCORA TROPPE DONNE SENZA UN’AUTONOMIA ECONOMICA

Nel ricordare come “molte donne oggi non dispongono di alcuna risorsa finanziaria e devono chiedere tutto al compagno o al marito, essendo così escluse anche dal protagonismo genitoriale”, Bonetti ha evidenziato l’importanza di rendere le donne “attivamente protagoniste nella definizione delle nuove regole del mercato”. Per questo, “dobbiamo rivolgerci anche alle bambine, far presente che il mondo delle Stem e le competenze finanziarie sono correlati; ci deve essere una fase di reskilling per chi è già nel mondo del lavoro e penso agli investimenti del Pnrr; serve promuovere competenze dei ruoli di leadership. Serve- ha concluso- una visione globale e come governo l’abbiamo portata sul tavolo del g20, per noi è una priorità nella strategia nazionale per la parità di genere”.

“Con i nostri programmi di educazione finanziaria nelle scuole ci accorgiamo che c’è un divario di competenze in matematica. Inoltre, le donne parlano meno di soldi in famiglia e hanno meno self confidence”. Così ha dichiarato nel corso del convegno Magda Bianco, a capo del dipartimento Tutela della clientela e educazione finanziaria. “Queste competenze sono necessarie per combattere la violenza economica- ha proseguito- e per questo dobbiamo raggiungere le donne superando la convinzione che non ne siano in grado o che non ci sia tempo per questa attività. Venerdì abbiamo lanciato un piccolo sondaggio sui nostri canali social sul perché le donne non colgano a pieno l’importanza della cultura finanziaria- ha detto ancora Bianco-. Abbiamo raggiuto circa 700 persone e il 40% ha individuato la mancanza di interesse delle donne e poi la mancanza di fiducia. Altri hanno parlato di un problema culturale, usando parole come ‘patriarcato’, ‘tradizione’, ‘stereotipi’. Dobbiamo superare tutti questi ostacoli”, ha concluso.

Valentina Rubertelli, presidente del Consiglio nazionale del notariato, ha sottolineato l’importanza della collaborazione fra Banca d’Italia e Consiglio nazionale del notariato per la promozione della cultura giuridico-economica tra le donne: “Il notaio è un professionista di prossimità- ha detto- i nostri clienti ci confessano le esigenze della loro famiglia e ci chiedono di tradurle in strumenti giuridici. E la nostra vicinanza al cittadino debole è stato il motivo alla base della Commissione per il terzo settore, un tavolo per i consumatori con cui traduciamo in termini semplici cose complesse”. Il Consiglio nazionale del notariato si impegnerà a “organizzare sul territorio eventi che portino una cassetta degli attrezzi che servirà a rendere le donne più consapevoli di alcuni istituti di cultura finanziaria e giuridica, ad esempio come acquistare una casa, intraprendere un mutuo, fare un testamento. Sono piccole cose-ha concluso- ma siamo consapevoli che mettendo ciascuno la propria capacità si possono creare sinergie fruttuose e foriere di eccellenti risultati”.

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