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Cantelli Forti: “Esiste chi specula sull’allarme clima, ad esempio i produttori di hamburger veg”

cerimonia di inaugurazione del 214esimo anno accademico dell'Accademia nazionale di Agricoltura a Bologna
La provocazione del presidente dell'Accademia nazionale di Agricoltura: "Il timore è che dal dibattito sui cambiamenti climatici vengano estrapolate speculazioni attraverso movimenti e persone con dietro interessi economici"
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BOLOGNA – Dietro il dibattito sulle emissioni e il cambiamento climatico c’è il rischio di una “colossale speculazione” a danno del settore agricolo e dell’allevamento. Ad esempio, da parte delle “società che fanno proteine dai vegetali con cui creare l’hamburger vegano”. È la provocazione lanciata da Giorgio Cantelli Forti, presidente dell’Accademia nazionale di Agricoltura, che ieri ha aperto la cerimonia di inaugurazione del nuovo anno accademico. “Ho voluto fare un discorso molto provocatorio- conferma Cantelli Forti, sentito dalla ‘Dire’ al termine della celebrazione- non nego, e come cittadino sono anche molto preoccupato per le questioni che derivano dalle attività antropiche” legate al riscaldamento globale e ai cambiamenti climatici.

Ma come Accademia “dobbiamo portare avanti un discorso legato alla verità scientifica– rivendica Cantelli Forti- per trarre conclusioni che possano controllare, correggere e risolvere il problema”. Il timore dunque è che dal dibattito sui cambiamenti climatici, “che ha fondamento di verità- afferma il presidente dell’Ana- vengano estrapolate invece speculazioni attraverso movimenti e persone con dietro interessi economici, come le società che fanno proteine dai vegetali con cui creare l’hamburger vegano“. In questo modo, sostiene Cantelli Forti, “si rischia di dissestare un sistema che sta alimentando il mondo, di cui conosciamo gli aspetti di sicurezza e di non sicurezza, con un qualcosa che dovrà essere valutato se è sicuro oppure no. Questo a livello globale sarebbe un disastro, perché sappiamo che certe forze economiche e pensatori ideologizzati creano guasti e guai”. Per questo l’Accademia “vuole richiamare l’attenzione verso il mondo scientifico che può dare dati certi, rispetto a tante fantasie che si esprimono con un no a tutti. Come i no vax”, afferma Cantelli Forti.

In altre parole, insiste il presidente dell’Accademia nazionale di Agricoltura, anche l’agricoltura oggi è vittima dei “movimenti di opinione” ed è additata “come uno dei principali mali del mondo. La globalizzazione ha prodotto un colossale sistema speculativo per sostituire agricoltura e allevamento con prodotti proteici fatti in laboratorio dai vegetali. I costi di produzione al momento sono proibitivi, ma è un’industria da guerra. Possiamo assicurare la sicurezza alimentare di questi nuovi prodotti? È necessario uno studio sui rischi e i benefici di queste proteine”. Cantelli Forti parla di “deriva preoccupante” e sostiene che “da queste situazioni nascono anche ideologie negazioniste”. Il presidente dell’Ana ne ha anche per l’agricoltura biodinamica, che “non può essere paragonata al biologico” perchè “è una pratica avulsa al metodo scientifico, che si rifà a pratiche esoteriche“.

Nel corso della cerimonia l’Accademia ha consegnato anche il premio ‘Filippo Re’, giunto alla sua seconda edizione. Nato insieme a Image Line, e con il sostegno di Ilsa, il premio vale 2.500 euro ed è andato a tre giovani ricercatori: Andrea Fiorini dell’Università Cattolica Sacro Cuore; Livia Paleari dell’Ateneo di Milano; Anna Panozzo dell’Università di Padova. “Quest’anno abbiamo voluto premiare il connubio tra agricoltura e ambiente- spiega Cristiano Spadoni di Image Line- questi tre giovani ricercatori hanno pubblicato ‘paper’ scientifici che hanno approfondito i temi legati all’innovazione in agricoltura, per consentire di conoscere meglio nuove pratiche agricole legate alla sostenibilità ambientale“. Fiorini ha analizzato il modo di ridurre le emissioni dalle pratiche agricole; Paleari ha messo a punto una app per permettere alle aziende di gestire meglio la concimazione; Panozzo si è concentrata sulla produttività degli uliveti.

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