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Denatalità, Parisi: “Italia in trappola, servono aiuti fiscali”

"Fare figli è utile per il Paese e chi li ha e li vuole allevare deve avere tutti i mezzi per poterlo fare con serenità"
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ROMA – “L’Italia sta andando dentro una trappola demografica, con un numero di nati sempre più basso e bisogna intervenire anche mediante aiuti fiscali. Penso a un mio amico francese che avendo quattro figli a carico non pagava le tasse. Noi con una piccola detrazione di 100 euro l’anno non andiamo avanti. Fare figli è utile per il Paese e chi li ha e li vuole allevare deve avere tutti i mezzi per poterlo fare con serenità, a partire dagli asili nidi da aumentare”. A dirlo è il premio Nobel per la Fisica, Giorgio Parisi, che ha aperto il convegno sugli ‘Aspetti medici e sociali dell’età pediatrica in Italia’, in corso a Roma e promosso dall’Accademia dei Lincei, La Sapienza Università di Roma e la Società italiana di pediatria.

“Abbiamo un problema di natalità decrescente che continua anche per effetto della pandemia Covid-19. Come non pensare che non dipenda dalla struttura della società italiana?- chiede Parisi– L’Italia non è un paese per giovani, tanto che la migrazione italiana è ampia, sostanziosa e costante e riguarda persone con un’alta formazione professionale. Una coppia, per decidere di fare un figlio, vuole avere la sicurezza economica- ribadisce il Nobel per la Fisica- ma questa precarietà del lavoro nel mondo giovanile che è a macchia d’olio in Italia, ha avuto conseguenze dirette”.
La pandemia ha poi “causato una crisi economica parzialmente tamponata da provvedimenti governativi- continua Parisi– che non hanno avuto riflessi importanti”. Senza dimenticare gli “effetti dell’epidemia sulla popolazione pediatrica che si incrocia con i diritti dei bambini non rispettati: un enorme problema etico da parte delle istituzioni. Il Covid-19 ha inciso sui rapporti familiari e le interruzioni delle scuole hanno modificato i rapporti dei bambini nello stare insieme alla famiglia. La ‘scienza della politica della salute’ è adesso fondamentale- conclude- per considerare gli aspetti medici e sociali della età pediatrica”.

PARISI: “LA RISTRUTTURAZIONE DEL SISTEMA SANITARIO PARTA DAGLI OSPEDALI CON MENO DI 500 NASCITE L’ANNO”

“Abbiamo l’impressione che il nostro Sistema sanitario nazionale (Ssn) sia più che soddisfacente ma si è visto, sia prima che durante l’epidemia da Covid-19, che ci sono luci ed ombre. Le sacche mal funzionanti, ad esempio, riguardano gli ospedali con meno di 500 nascite l’anno, che mettono a rischio la salute dei bambini. La ristrutturazione sanitaria deve partire dal ristrutturare proprio le strutture piccole, che potrebbero diventare i centri di primo contatto con il territorio. Non vanno chiusi, ma le nascite devono avvenire in strutture attrezzate”. A dirlo è il premio Nobel per la Fisica, Giorgio Parisi, aprendo il convegno sugli ‘Aspetti medici e sociali dell’età pediatrica in Italia’, in corso a Roma e promosso dall’Accademia dei Lincei, Sapienza Università di Roma e la Società italiana di pediatria.

“I medici devono avere le capacità di intervenire correttamente- aggiunge- ma le competenze si acquisiscono con una frequente ripetizione delle stesse operazioni”. Parlando di natalità, la prognosi peggiore che “vede nelle regioni meridionali un +36% di mortalità infantile, rispetto al Nord e al Centro, corrisponde a un numero considerevole di morti infantili che si potevano evitare con delle strutture migliori. Morti di bambini appena nati o gravidanze non portate a termine- conclude Parisi- sono disastri che investono altamente le famiglie. È un problema che deve essere portato davanti ai decisori politici”.

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