Musica, MariTè K: “Con l’R&b canto la nuova Italia pensando al Congo”

La cantante, nata a Roma da genitori congolesi e oggi "barese d'adozione", racconta all'agenzia Dire le sue grandi passioni: la musica e l'attivismo per i diritti umani
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – “Come cantautrice, mi interessa dare voce a chi voce non ne ha, spingendo le persone a guardare oltre, a incuriosirsi. In questo trovo che la musica sia uno strumento potente perché agendo sulle emozioni raggiunge le persone con facilità“. Questo l’ideale alla base del lavoro di Marie Therese Ntumba Kabutakapua, in arte MariTè K. Nata a Roma 36 anni fa da genitori congolesi, oggi “barese d’adozione”, all’agenzia Dire racconta le sue due grandi passioni: la musica e l’attivismo per i diritti umani.

Le mie radici sono in Repubblica democratica del Congo, un Paese dove da anni continua un terribile conflitto” racconta l’artista, che aggiunge: “Mi è sempre piaciuto cantare e quando sono diventata grande ho deciso di farlo anche per promuovere i diritti delle donne, le principali vittime di quella guerra”. Così nel 2010 MariTè K fonda la onlus Tam Tam d’Afrique e poi dal 2016 lancia il Night for Women, kermesse musicale in favore delle donne congolesi soggette a violenze sessuali a causa del conflitto. E poi c’è la carriera musicale, con due album già all’attivo, che si fondano sui generi di R&b, soul e afro soul: “Da bambina, mio padre mi ha fatto ascoltare di tutto, ma crescendo i miei punti di riferimento sono diventate Alicia Keys, India Arie ma soprattutto Harry Belafonte“. Generi che, ricorda la cantautrice, “nascono da contesti di sofferenze e cantano il dolore della gente. Nel mio ultimo album, ‘Telling Stories’, uscito quest’anno, ho deciso di declinare questi stili per narrare storie di tutti i giorni: la donna che per seguire l’innamorato decide di trasferirsi in Italia ma viene ingannata e finisce a fare la prostituta, oppure la vita delle seconde generazioni che in Italia hanno tanti doveri e pochi diritti”.

Storie che raccontano di un’Italia poco nota e spesso non ascoltata. “I media e la politica mancano di coraggio” dice l’artista. “Quanto ai cantanti di origine straniera, trovano poco spazio nel panorama musicale italiano. Il genere dominante è il pop e il resto difficilmente ha successo, a meno che non arrivi dall’estero. Per gli artisti indipendenti è difficile emergere“. Secondo MariTè K, però, “la gente ha sete di novità”.

INTERVISTE E LIVE INTERAMENTE SUI SOCIAL GRAZIE AL GLOBAL MUSIC MATCH

Per questo la cantante ha aderito al Global Music Match, un’iniziativa nata da una rete internazionale di agenzie e piattaforme di promozione musicale – di cui fa parte anche Puglia Sounds – che hanno deciso di sfidare la crisi nel mondo dello spettacolo generata dalla pandemia spostando interviste e live interamente sui social network. L’idea è “promuovere cantanti o gruppi che mescolano stili e sonorita’ tradizionali ai canoni della musica contemporanea” spiega MariTè K. Si tratta di generi “di nicchia”: dal folk scozzese alle musiche popolari regionali per arrivare al soul e l’R&b tanto caro a MariTè.

Gli organizzatori hanno selezionato 96 gruppi e formato 16 team – spiega la cantante – e io sono entrata nel ‘Team 2’ con artisti di Taiwan, Australia e Regno Unito“. L’iniziativa, partita il 31 agosto e in programma fino a domenica prossima, punta tutto su Facebook e Instagram. Ogni settimana, i musicisti del team si presentano a vicenda sui propri profili social, realizzando anche esibizioni live. “In questo modo ci facciamo conoscere in giro per il mondo” dice la cantante, che in attesa della fine della pandemia, attende di “iniziare il tour per promuovere il mio nuovo album”. 

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

12 Ottobre 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»