Elezioni, Csdl: da voto scaturisca un nuova classe politica

"Difficilmente un'ampia maggioranza sosterrà il prossimo governo"
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ateneo1_san marino_universitàSAN MARINO – Passare all’Igc, completare la riforma tributaria, portare investimenti sul territorio per ridare occupazione e ancora, risolvere il problema delle banche, nodo centrale per il rilancio del paese: sono alcune delle priorità indicate da Csdl nel documento esaminato dall’attivo dei rappresentanti sindacali, riunito questa mattina alla sala Montelupo di Domagnano, per affrontare la situazione generale del paese. In particolare, il prossimo appuntamento elettorale è stato al centro delle riflessioni del segretario generale della Csdl, Giuliano Tamagnini. “Vista la grandezza e la complessità delle sfide che attendono San Marino e la necessità di varare importanti riforme che richiedono un ampio consenso parlamentare- sostiene- da parte delle forze politiche occorreva ricercare una forte coesione, che potesse originare una maggioranza ampia e rappresentativa; invece, i partiti hanno preferito anche in questa occasione la via della frammentazione e della contrapposizione”.

Al contrario, “in diversi paesi, soprattutto in situazioni di crisi- ricorda- partiti storicamente antitetici, da anni governano insieme, perché responsabilmente hanno anteposto il bene del paese ai loro interessi particolari”. Diversamente, sul Titano, “l’Esecutivo che uscirà dalle urne- conclude il segretario- visto lo scenario così frammentato, difficilmente sarà sorretto da una maggioranza ampia e rappresentativa, in grado di varare riforme importanti per rilanciare il paese”. Quindi un passaggio sulla questione giudiziaria di cui “ho l’impressione- aggiunge Tamagnini- che nei programmi elettorali si vedrà poca traccia”. Eppure è una questione “tutt’altro che risolta- prosegue- la nostra classe politica non ha ancora chiuso i conti col passato”. Il segretario generale affronta quindi la questione banche, suggerendo di creare le condizioni perché a San Marino si insedi “un grande e solido gruppo creditizio di spessore internazionale”.

Perchè “solo così- continua- possiamo garantire ai nuovi investitori e alle aziende già presenti il credito necessario per insediarsi e per portare avanti con successo la loro attività, creando nuovi posti di lavoro e salvaguardando quelli esistenti”. La Csdl si dice poi assolutamente contraria a un’ipotesi di “Bad Bank” in cui “in sostanza- spiega il numero uno del sindacato- è lo Stato che si accolla i debiti e i crediti inesigibili, mon possiamo accettare che la collettività venga chiamata all’infinito a salvare il sistema bancario”. Tornando al prossimo 20 novembre, Tamagnini lancia un monito ai sammarinesi: “Smettiamo- manda a dire- di proteggere con il voto tutti coloro che hanno portato il nostro paese in questa situazione”. Di qui l’auspicio fatto affinché dalla scadenza elettorale possa scaturire una nuova classe politica, “completamente onesta, trasparente e competente, e maggiormente rappresentativa dei lavoratori dipendenti e dei pensionati”.

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