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A Sagar, in India, i bambini non raccolgono più stracci ma vanno a scuola

Il preside della scuola: "Grazie all'ong Ponti non Muri sensibilizziamo le famiglie affinché permettano ai figli di studiare"

Pubblicato:12-09-2022 15:32
Ultimo aggiornamento:12-09-2022 15:32
Canale: Mondo
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Foto: Ponti Non Muri

ROMA – “Un giorno ho deciso di fare una visita a sorpresa in una delle nostre classi. Sono rimasto per un po’ nascosto ad osservare: c’era un gran silenzio, la maestra Priyanka stava scrivendo qualcosa alla lavagna e i bambini erano intenti a copiare. Poi all’improvviso sono entrato salutando a gran voce. Colti di sorpresa, i bambini – maestra compresa – sono scoppiati a ridere e molti hanno iniziato a chiamarmi ‘papà’ e a saltarmi al collo. E’ stato un momento molto divertente ma anche denso di significato”. Biju Philip Thomas è il preside della scuola Manav Vikas Seva Sangh che con le sue classi piene di poster colorati combatte ogni giorno contro l’abbandono scolastico.
Situato nell’India centrale a 200 chilometri da Bhopal – città nota per il disastro industriale degli anni Ottanta del secolo scorso – , nel Madhya Pradesh, questo istituto cattolico dal 1969 offre educazione anche ai bambini della baraccopoli di Khurai, nella periferia di Sagar, dove gli under 18 sono circa un migliaio.

MINORI PREDA DI LAVORO MINORILE, MATRIMONI PRECOCI E DROGHE

A causa della povertà, bambini e adolescenti non hanno il denaro necessario per andare a scuola e devono subire matrimoni precoci, lavoro minorile o le conseguenze della droga, che spesso si comincia ad assumere per sopportare la fatica delle mansioni quotidiane e poi finisce per diventare indispensabile. Una delle attività principali da queste parti è la raccolta degli stracci nelle discariche a cielo aperto ma anche la prostituzione.
Il preside spiega la risposta a questi fenomeni all’agenzia Dire, che lo raggiunge al telefono nel giorno in cui in Italia si riaprono le scuole. “Nell’ultimo anno grazie al progetto ‘Shiksha – Un Ponte per l’India’ dell’ong Ponti non muri“, dice, “abbiamo rafforzato la capacità di raggiungere le comunità”.
L’organizzazione italiana con sede a Sassari, nata per sostenere attività in Palestina, si è rivolta anche all’India proponendo attività pre-scolastiche o post-scolastiche aprendo centri ad hoc chiamati “Children of Maestra Maria” – due dei quali affidati all’istituto del preside Thomas – per togliere dalla strada i piccoli raccoglitori di stracci nella fascia di età 3-14 anni.

L’incontro con le famiglie (Foto: Ponti Non Muri)

SENSIBILIZZARE LE FAMIGLIE, E C’ENTRA ANCHE L’ONG ITALIANA

“Ponti non muri- continua il responsabile della Manav Vikas Seva Sangh- ci ha aiutato a organizzare attività extrascolastiche ma soprattutto a incontrare i genitori casa per casa”, un lavoro reso possibile dallo studio della baraccopoli realizzato da Ponti non muri, che ha individuato le famiglie di pannivendoli, lavoro in cui generalmente vengono coinvolti anche i figli. “Ne abbiamo sensibilizzato circa 200– continua il preside- affinché mandassero i figli a scuola. Grazie al rapporto di fiducia che si è creato, ora sono i genitori a contattarci per chiederci di aiutarli a garantire un futuro migliore per i loro figli“.

“LA MENTALITÀ STA CAMBIANDO”

La Dire raggiunge anche la maestra Suschita Khajra, che insegna da circa un anno nel centro “Maestra Maria” di Khajraha Chand, a una cinquantina di chilometri da Sagar. “Sono così felice di questo lavoro” racconta Khajra, che via Whatsapp condivide foto della sua classe dalle pareti fucsia e verdi, dove una ventina di bambini sorridenti siedono a terra con il quaderno sulle gambe. “Nel mio villaggio questo progetto ha portato grandi cambiamenti” continua. “Tanti genitori hanno cambiato mentalità: ne ho incontrati molti per concinverli a mandare i figli a scuola, un lavoro difficile ma non impossibile. Alla fine hanno capito l’importanza dell’istruzione e, che si tratti di maschietti o femminucce, continuano a mandare i bambini a scuola con regolarità. Proponiamo giochi e attività ricreative per facilitare l’apprendimento, soprattutto per permettere a quelli che hanno saltato degli anni di recuperare”.

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