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Istat: 439.000 occupati in più Renzi: “Il Job’s act funziona”

Il dato è relativo al confronto con la situazione di un anno fa. Rispetto al secondo trimestre del 2016, invece, lavorano 189.000 persone in più
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lavoro

ROMA – Nel secondo trimestre del 2016 l’occupazione complessiva cresce in modo sostenuto rispetto al trimestre precedente (+0,8%, 189 mila), con una dinamica positiva che, con diversa intensità, riguarda tutte le tipologie: i dipendenti a tempo indeterminato (+0,3%), quelli a termine (+3,2%) e gli indipendenti (+1,2%). Lo rileva l’Istat nel diffondere i dati del mercato del lavoro nel II° trimestre del 2016. A livello territoriale, l’aumento è maggiore nel Mezzogiorno (+1,4%) in confronto al Centro (+0,8%) e al Nord (+0,6%).

RISPETTO A UN ANNO FA CI SONO 439.000 OCCUPATI IN PIU’

“Le dinamiche tendenziali manifestatesi tra il secondo trimestre del 2016 e lo stesso periodo dell’anno precedente corrispondono a una crescita complessiva di 439 mila occupati su base annua“. Lo rileva l’Istat nel diffondere i dati del mercato del lavoro nel II° trimestre del 2016.

RENZI: CON NOI + 585.000, IL JOBS ACT FUNZIONA

“Il jobs act funziona“. Lo ribadisce il premier Matteo Renzi, su twitter, alla luce dei “dati ufficiali dell’Istat di oggi”. “Nel II trimestre 2016- scrive Renzi- più 189mila posti di lavoro. Da inizio nostro governo: più 585mila. Il #JobsAct funziona”.

renzi

IN CALO ANCHE I ‘NEET’, CHI NON STUDIA NE’ LAVORA: -252.000

La maggiore partecipazione dei giovani al mercato del lavoro è testimoniata anche dalla diminuzione tendenziale (-252 mila) della componente delle persone Not in Education, Employment or Training (Neet), rileva l’Istat.

NEL SECONDO TRIMESTRE OCCUPATI + 223.000 GIOVANI

“Un aspetto rilevante dell’espansione occupazionale è dato dalla significativa crescita degli occupati giovani di 15-34 anni (+223 mila su basa annua)”, rileva ancora l’Istat.

TASSO OCCUPAZIONE AUMENTA SOPRATTUTTO TRA I LAUREATI

Nel secondo trimestre 2016 l’investimento in istruzione si conferma un vantaggio nel mercato del lavoro. Il tasso di occupazione aumenta soprattutto tra i laureati accentuando il già ampio divario esistente: 78,6% (+1,8 punti in un anno) in confronto al 64,6% (+1,2 punti) dei diplomati e al 43,1% (+0,9 punti) di chi ha al più la licenza media. Una dinamica simile riguarda il tasso di disoccupazione, che presenta sia una disparità nei livelli a favore di chi possiede un più elevato titolo di studio sia una maggiore diminuzione tra i laureati e i diplomati. Lo rileva l’Istat nel diffondere i dati del mercato del lavoro nel II° trimestre del 2016.

NEL SECONDO TRIMESTRE DISOCCUPAZIONE IN CALO DELLO 0,1%

Prosegue a ritmi più sostenuti il calo, sia congiunturale sia tendenziale, degli inattivi (in termini assoluti e di incidenza), soprattutto per la componente degli scoraggiati. Il tasso di disoccupazione, dopo la stabilità congiunturale dei due trimestri precedenti, diminuisce in lieve misura (-0,1 punti) rispetto al trimestre precedente (attestandosi all’11,5%) e di 0,6 punti rispetto allo stesso trimestre del 2015 con un calo tendenziale di 109 mila disoccupati. Lo rileva l’Istat nel diffondere i dati del mercato del lavoro nel II° trimestre del 2016.

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