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Migranti, nucleare, ponte sullo Stretto e presidenzialismo: il programma della Lega

In un documento di 202 pagine gli obiettivi del partito di Matteo Salvini

12-08-2022 19:37
matteo_salvini
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ROMA – “Rafforzare l’azione di prevenzione e contrasto del reclutamento degli immigrati, specie dei giovani delle ‘seconde generazioni’, da parte di organizzazioni radicali di estrema sinistra e anarco-insurrezionaliste”. E’ uno dei punti del programma “di governo” della Lega lungo ben 202 pagine. Il partito di Salvini nel capitolo ‘Integrazione comunità straniere’ punta a una “nuova strategia di prevenzione e contrasto nei confronti della radicalizzazione islamista, con particolare attenzione alle attività di proselitismo effettuate su internet e i social media”. “La radicalizzazione, anticamera del terrorismo jihadista, non è infatti solo una questione di sicurezza, ma costituisce una minaccia anche per la stessa integrazione degli immigrati musulmani e dei giovani delle ‘seconde generazioni’- si legge nel programma- puntando alla creazione di comunità separate e ostili rispetto alla ampia comunità nazionale”.

LEGA: “IL PERCORSO È LUNGO MA TORNARE AL NUCLEARE

Per quel che riguarda l’energia si dovrà “in abbinamento con le rinnovabili pianificare lo sviluppo, nel medio-lungo termine, del nucleare di ultima generazione, pulito e sicuro, riconosciuto nella tassonomia europea, per perseguire gli obiettivi di decarbonizzazione al 2050 e allo stesso tempo rispondere alla domanda sempre crescente di energia elettrica, garantire un sistema energetico sicuro e stabile e ridurre la dipendenza energetica dall’estero”. Nel suo programma la Lega chiede “nucleare di ultima generazione pulito e sicuro. Basta tabù”.

Il percorso per un rientro dell’Italia nel nucleare “è lungo ma la tecnologia dell’atomo è quella che, combinata alle rinnovabili, sarà imprescindibile nel medio-lungo termine”. È quindi “importante ricostituire nel nostro Paese un presidio tecnologico e industriale sul nucleare, non solo aprendo le porte alla possibilità di nuove centrali- si legge nel programma- ma anche sostenendo le eccellenze esistenti e rilanciando operatori come Sogin che in questi anni non sono stati in grado di svolgere con efficienza il proprio lavoro”.

La Lega punta a “ricostruire nel nostro Paese una filiera nucleare industriale nazionale” e “sostenere la ricerca tecnologica sui reattori a fissione nucleare di ultima generazione e sugli SMR (Small Modular Reactor), oltre che alla fusione nucleare”. Agire poi per “favorire la partecipazione a progetti internazionali ed europei, anche mediante collaborazione diretta con la Francia, alla luce del trattato bilaterale” e “accordi di compartecipazione tra consorzi di imprese italiane e società estere che pianificano la realizzazione di nuovi reattori nucleari o la riqualificazione di centrali nucleari esistenti”.

Nel mondo “sono in fase di sviluppo e industrializzazione diversi modelli di SMR (Small Modular Reactor)- si legge nel programma della Lega- nuovi reattori nucleari di piccola taglia basati su tecnologia a maggiore sicurezza intrinseca, che in virtù delle loro ridotte dimensioni, flessibilità e modularità garantiscono una migliore e più agevole localizzazione rispetto ai tradizionali impianti nucleari”.

Gli SMR “attraverso semplificazioni di progetto e prefabbricazione negli stabilimenti, consentono la riduzione dei tempi di costruzione, la capacità di abbattere drasticamente la quantità del rifiuto finale e la possibilità di essere utilizzati in modo flessibile come integrazione delle reti con impianti rinnovabili” fungendo da “supporto alla stabilità della rete elettrica”. Su questi “nuovi reattori del futuro”, dice il partito di Salvini, “stanno investendo in ricerca e sviluppo Stati Uniti, Francia, Cina e Russia oltre a nuovi protagonisti come l’Argentina e il Sud Africa”. 

LEGA: “REALIZZARE UN DEPOSITO NUCLEARE, COMPENSAZIONI SUBITO

“Portare a compimento l’iter per la realizzazione del deposito unico nazionale dei rifiuti radioattivi. Per una maggiore ed indispensabile accettabilità sociale del deposito da parte delle comunità del territorio che sarà individuato quale sede, occorre modificare i criteri per il riconoscimento delle compensazioni territoriali che devono partire da subito e non dall’operatività dell’opera”, un altro dei punti del programma.

LEGA: “NATO E UE, MA ALLARGARE ALLEANZE ALTERA EQUILIBRIO”

“Recuperare un ordine internazionale liberale, con l’Italia protagonista nel riportare i suoi principi cardine in seno alle sue principali alleanze: NATO e Ue. Per la NATO invochiamo una maggiore implementazione del principio di stabilità, come espresso nel nuovo concetto strategico dell’alleanza, ripensando l’uso della forza non autorizzato dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Nell’ipotizzare un nuovo assetto europeo all’indomani della gravissima crisi Ucraina in corso, l’Italia deve avere come obiettivo la stabilità, tenendo in considerazione che l’allargamento di un’alleanza su un determinato scacchiere, comporta un’alterazione dell’equilibrio necessario per la pace in Europa”. E un altro dei punti del programma “di governo” della Lega.

LEGA: “PONTE SULLO STRETTO CENTRALE PER MEZZOGIORNO

“Elemento centrale della proposta della Lega e del centro-destra per le infrastrutture è la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina“. Si legge nel programma “di governo” della Lega nel capitolo ‘Politiche per il mezzogiorno’. L’ormai pluriannunciata opera è indicata fra i “progetti infrastrutturali prioritari” nell’ottica del “completamento del corridoio trans-europeo tra Berlino e Palermo con la realizzazione della continuità territoriale tra Sicilia e Calabria”, tramite appunto il ponte sullo Stretto.

 LEGA: “PER NOI PRESIDENZIALISMO ALLA FRANCESE

“Il presidenzialismo, secondo il modello sperimentato in Francia con successo, è la risposta”. Si legge ancora nel programma. “Servono strumenti efficienti di governo e serve una maggiore e più chiara responsabilità nei confronti dei cittadini da parte di chi è chiamato a guidare il Paese”, prosegue il programma, “la nostra Costituzione è stata concepita secondo un modello che era perfettamente coerente con la situazione storica e politica nella quale essa è nata”.

Oggi, però, “la situazione è completamente diversa- dice la Lega- i grandi partiti ideologici, che rappresentavano la spina dorsale della vita politica, non ci sono più. I cittadini hanno desiderio di contare di più e non si accontentano più di delegare”.

Per il partito di Salvini “istituzioni inadeguate e arcaiche sono armi spuntate rispetto alle sfide del cambiamento. E costringono a ricorrere a soluzioni emergenziali come l’abuso della decretazione d’urgenza o il ruolo di supplenza del Presidente della Repubblica per arginare la crisi dei partiti”. Ma anche queste soluzioni, “come i governi tecnici o i governi del Presidente, rischiano di dimostrarsi ormai inefficaci. Possono tamponare la situazione per qualche mese, ma non possono essere la risposta definitiva”.

Per questo “sono necessarie le riforme istituzionali: efficienza e responsabilità sono le nostre parole d’ordine” e il presidenzialismo alla francese “è la risposta”. Eleggere direttamente il Capo dello Stato, “in un contesto di rafforzamento dei poteri di controllo del Parlamento, consentirà ai cittadini di scegliere chi ha la responsabilità e i poteri per far rispettare la volontà espressa in occasione delle elezioni” e “il Presidente della Repubblica direttamente eletto vigilerà sui comportamenti delle forze politiche, guiderà la politica nazionale, rappresenterà l’Italia nei consessi internazionali per tutta la durata del suo mandato”. Inoltre “potrà sciogliere le Camere nel caso in cui venga minacciata la stabilità dei governi scelti dai cittadini e davanti a essi risponderà del proprio operato”.

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