Migranti, Diciotti in porto. Salvini: “Da me nessuna autorizzazione”

"Abbiamo dato indicazione di individuare le persone o i migranti che si sono resi responsabili di atti che contrastano con le nostre leggi", dice il premier Giuseppe Conte.
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ROMA –  “La nave Diciotti sta attraccando a Trapani. Nel frattempo proseguono gli accertamenti giudiziari volti a verificare le responsabilità penali dei presunti facinorosi che hanno messo a repentaglio la vita dell’equipaggio del Vos Thalassa”. Cosi’ fonti del Mit.

La Diciotti “e’ in porto. Io sono collegato da due giorni. Sto seguendo con passione umana e civile la vicenda. Io non do nessuna autorizzazione” a sbarcare “se qualcun altro lo fa al mio posto se ne assume la responsabilita’ giuridica e politica”. Lo dice Matteo Salvini, ministro dell’Interno, a Innsbruck. Su quanto avvenuto Salvini spiega che qualcuno ha mentito: “Se sono stati gli immigrati scendono in manette, se sono stati gli armatori o i marinai che hanno esagerato pagano civilmente e penalmente. Io non ho voglia di farmi prendere in giro. Se c’e’ stata violenza in Italia questa viene punita, se non c’e’ stata qualcuno deve pagare”.

“Se non avro’ chiarezza su questo, io da ministro, vicepremier e da papa’ non autorizzo nessuno a scendere. Se qualcuno lo fara al mio posto se ne assumera’ la responsabilita’”, aggiunge Salvini.

L’arrivo dell’imbarcazione era previsto per ieri sera e successivamente era stato rinviato a stamane alle 8. A bordo ci sono 67 migranti. Ieri sera uomini della Polizia e della Capitaneria di porto sono saliti a bordo della nave della Guardia Costiera per  raccogliere elementi da riferire alle autorità giudiziarie. Secondo quanto riferito dal ministro Toninelli alcuni migranti avevano “minacciato di morte membri dell’equipaggio”. Dalle indagini svolte i presunti responsabili sarebbero un ghambiano e un sudanese. Da quanto si apprende sarà la Procura di Trapani ad accertare la loro consapevolezza.

Intanto questa mattina altri 83 migranti sono stati intercettati dalla Guardia Costiera e fatti sbarcare sul territorio italiano: 60 si trovavano su una barca a vela al largo di Noto (nel Siracusano), mentre altri 23 sono sbarcati a Lampedusa.

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