Rivoluzione della burocrazia Regione Calabria, Oliverio: “Metà dei dirigenti cambierà”

ROMA - “Posso dire che il cinquanta per cento dei dirigenti non avrà più il posto che ha
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ROMA – “Posso dire che il cinquanta per cento dei dirigenti non avrà più il posto che ha avuto fino ad oggi. Un’operazione del genere non era mai stata condotta“.

In una parola: la rivoluzione della burocrazia.

È la sfida lanciata dal presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, intervistato dalla DIRE, sulle accuse del procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, secondo il quale “i dipendenti pubblici sono più pericolosi della ’ndrangheta”.


Il presidente della Regione Calabria, che in questi 19 mesi dalla sua elezione ha già cominciato a rinnovare la macchina regionale, rilancia: “Ho avviato immediatamente una procedura di ridimensionamento dei dipartimenti- ha detto Oliverio – per cacciare quattro direttori generali ho dovuto sudare le classiche diciotto camicie. Da quando mi sono insediato mi sono reso conto di quanto sia lenta, farraginosa e condizionante la nostra burocrazia. Snellire le procedure è fondamentale – ha proseguito il governatore – alleggerire significa dare meno potere alla burocrazia che è stata caricata in modo eccezionale determinando poi quelle situazioni degenerative di cui parla il procuratore Gratteri”.

“FINITA L’ARROGANZA DEL POTERE BUROCRATICO”

Alla Regione Calabria cambiavano i governi ma i dirigenti regionali rimanevano al loro posto, addirittura alcuni si sono anche autopromossi…”È finita la stagione dell’arroganza del potere da parte della burocrazia”, spiega Oliverio. “Io dal primo giorno di insediamento ho chiesto il consenso e il voto ai calabresi per aiutarli a liberarsi da questa piovra, da questa gabbia che li costringeva”.


PA, “MANCA PEZZO IMPORTANTE DELLA RIFORMA”

Per quanto riguarda la riforma della pubblica amministrazione “c’è un problema a livello nazionale – ha detto il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, intervistato dalla DIRE-. La riforma Madia è stata importante ma, guarda caso, l’unico decreto che non è stato ancora approvato è quello relativo alla dirigenza” ha sottolineato Oliverio. L’ipotesi che circolava, “ma che non è diventata cogente, prevedeva la possibilità, per le diverse articolazioni della pubblica amministrazione, di poter accedere a un albo nazionale per cui, nel momento della riorganizzazione burocratica della regione, il presidente avrebbe avuto la possibilità di avvalersi dei quadri dirigenti della pubblica amministrazione nazionale. Avere mani libere, insomma, invece questo non è ancora possibile e quindi si continua a lavorare con le risorse che offre il convento”.


di Alessia Principe, giornalista

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