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Dazi Ue su auto elettriche dalla Cina, Coldiretti: “Ora dare via libera a biocarburanti”

"L'Italia è leader Ue nella sperimentazione e produzione di sementi e tecnologie che rendono la produzione di materia prima agricola"

Pubblicato:12-06-2024 18:00
Ultimo aggiornamento:12-06-2024 18:00
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EuBatIn
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ROMA – La Commissione europea ha annunciato oggi che i veicoli elettrici prodotti in Cina saranno soggetti a una tariffa d’importazione UE fino al 38,1%. “Dopo lo stop alle auto elettriche cinesi, l’Ue deve togliere il veto sull’utilizzo dei biocarburanti, ingiustamente esclusi dalle deroghe accordate in vista della fine delle vendite di auto con motori alimentati a benzina e diesel, metano e Gpl fissata per il 2035″. E’ quanto afferma la Coldiretti in occasione dell’annuncio della Commissione Ue di mettere i dazi sulle vetture ‘green’ importate da Pechino, sulle quali grava l’accusa di essere vendute a prezzi di dumping grazie ai sussidi statali. Nel regolamento che impone lo stop alle auto dal 2035 con carburanti di origine fossile l’Unione Europea ha escluso la possibilità di immatricolare anche dopo tale data i veicoli a motore alimentati a biocarburanti – ricorda Coldiretti -, che derivano dalla trasformazione di sostanze organiche di origine vegetale o animale, mentre è stata concessa la deroga a quelli sintetici.

ITALIA LEADER NELLA PRODUZIONE DI SEMENTI E TECNOLOGIE PER IDROCARBURI

“L’Italia è leader Ue nella sperimentazione e produzione di sementi e tecnologie che rendono la produzione di materia prima agricola per biocarburanti perfettamente sinergica, complementare e migliorativa della stessa produzione agricola- sottolinea il presidente della Coldiretti Ettore Prandini– realizzando un perfetto modello di economia circolare che è un grave errore escludere dalle nuove strategie energetiche europee”. Un passo importante in tale direzione era venuto dal G20 dello scorso settembre quando l’Italia aveva lanciato un’alleanza mondiale per lo sviluppo dei biocarburanti assieme a Stati Uniti, India, Brasile, Emirati Arabi, Argentina, Bangladesh. La Coldiretti ha siglato una intesa con Eni finalizzata a iniziative congiunte che prevedono tra l’altro la valorizzazione delle biomasse agricole per la produzione di biocarburanti anche per il recupero di terreni degradati e inquinati per la produzione di energia e bio-chemicals. Partendo dall’utilizzo degli scarti delle coltivazioni e degli allevamenti – conclude la Coldiretti – è possibile arrivare in Italia all’obiettivo di immettere nella rete 8 miliardi di metri cubi di gas ‘verde’ da qui al 2030, particolarmente importante per il fabbisogno energetico nazionale.

IL GRUPPO ECOLOGISTI T&E: “BENE DAZI SU AUTO ELETTRICHE CINESI, MA NON BASTA”

Il gruppo ecologista Transport & Environment ha accolto con favore l’annuncio, ma ha affermato che è necessaria una politica industriale più ampia, che mantenga la scadenza UE del 2035 per la vendita di auto inquinanti, al fine di costruire la catena di approvvigionamento di veicoli elettrici nell’UE e di fornire auto elettriche Made-in-Europe a prezzi accessibili. Andrea Boraschi, direttore dell’ufficio italiano di T&E, ha dichiarato: “Il Green Deal è stato presentato con la promessa di crescita e occupazione, e questo non è possibile se le auto elettriche vendute sui mercati europei sono in larga parte importate. I dazi sono necessari, ma l’Europa ha bisogno di una politica industriale forte che crei le condizioni per accelerare l’elettrificazione e investire nella produzione locale. La sola introduzione di queste tariffe, se non accompagnata dalla convinta conferma di un obiettivo di vendita di sole auto zero emission a partire dal 2035, sarebbe una mossa autolesionista”. Secondo T&E, il mantenimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 dell’UE per le case automobilistiche, compreso l’obiettivo di auto a emissioni zero per il 2035, è essenziale per inviare il giusto segnale agli investitori. Una politica industriale dell’UE dovrebbe anche introdurre criteri di sostenibilità forti, che possano premiare la produzione locale. Un piano di investimenti dell’Unione, inoltre, dovrebbe sostenere la produzione di veicoli elettrici e batterie in modo più efficace rispetto all’attuale mosaico di aiuti di Stato nazionali. Secondo l’analisi di T&E pubblicata a marzo, un veicolo elettrico su quattro venduto in Europa quest’anno potrebbe essere importato dalla Cina. L’UE tratterrà tre quarti del gettito derivante dai dazi e T&E ritiene che questi fondi debbano essere investiti nel potenziamento della value chain delle batterie, attraverso il Fondo europeo per l’innovazione.


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