VIDEO | Lupo? No, gatto selvatico. E Polizia chiama esperti

Sull'Appenino bolognese una foto-trappola ha immortalato un animale di passaggio: si tratta di un particolare gatto selvatico, molto raro da incontrare
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

BOLOGNA – Quella foto trappola doveva servire a catturare immagini di lupi in giro per l’Appennino bolognese e invece ha fotografato un gatto. Attenzione però perchè non si tratta di un gatto come tanti, bensì di un ‘gatto selvatico’ che in Italia è molto raro incontrare. Tanto più nell’Appenino del Nord Italia. Il nome formale della specie è Felix silvestris: è più robusto di un gatto qualsiasi e ha il pelo più lungo. È un animale schivo e notturno, e anche per questo è difficile da incontrare. Lo si riconosce in modo inequivocabile per la striatura scura e ben definita che ha lungo la schiena.

 

A decretare che si tratta proprio di un Felix silvestris sono stati gli esperti della clinica universitaria e dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) a cui la Polizia locale della Città metropolitana si è rivolta.  Dopo aver visto i fotogrammi immortalati dalla foto-trappola (nei quali si vede il passaggio dell’animale nei pressi dell’albero dove era posizionato l’apparecchio), gli esperti (Mauro Delogu e Carmela Musto della clinica universitaria di Ozzano ed Edoardo Velli dell’Ispra) lo hanno identificato senza ombra di dubbio.

Il Felix silvestris, spiega una nota della Città metropolitana, sopra l’Appennino tosco emiliano è molto raro da incontrare. È infatti strettamente legato agli habitat forestali, in particolare di latifoglie, generalmente a quote medio-basse per ragioni dipendenti dall’innevamento che ne rappresenta un fattore limitante. In Italia è distribuito in tutta l’area centro-meridionale, in Sicilia e in Sardegna. Manca da gran parte delle Alpi e per l’Appennino settentrionale le segnalazioni degne di nota sono sempre state scarse e frammentarie. Nel bolognese i suoi avvistamenti sono sporadici e recenti (ce ne sono stati due lo scorso anno).

La sua identificazione in natura, si legge ancora nella nota, può risultare problematica e incerta anche perché morfologicamente è simile al gatto domestico anche se apparentemente di struttura più robusta a causa del pelo più folto e lungo. Anche la taglia risulta sovrapponibile a quella del gatto domestico: i maschi adulti infatti pesano mediamente attorno ai quattro chilogrammi, le femmine circa un chilo in meno.

La colorazione di fondo è grigio-avana che appare uniforme sulle parti superiori, i lati e la coda; le parti inferiori sono di colore crema che diventa quasi bianco sul mento, sulla gola, sul petto e nella regione interna delle cosce; caratteristiche striature più scure e irregolari si evidenziano sulla testa, lungo i fianchi e sulle gambe. Un carattere diagnostico è una stria dorsale scura e ben definita che da dietro alle spalle arriva alla base della coda; questa possiede sempre la punta nerastra e una serie di anelli del medesimo colore (di norma 2-4), quasi sempre completi.

Questo animale mostra tendenzialmente abitudini notturne, si ciba di piccoli vertebrati (uccelli e mammiferi) e non costituisce pericolo alcuno per l’uomo. È specie molto schiva e di difficile avvistamento.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

12 Giugno 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»