VIDEO | Voci del Dig.Eat 2019, esperti spiegano il digitale in Italia

L'evento organizzato da Anorc a Roma lo scorso 30 maggio ha fatto il punto sullo stato della trasformazione digitale, della conservazione dei dati e del rispetto della privacy in Italia
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ROMA- Il Dig.Eat 2019, l’evento organizzato da Anorc al Tetro Eliseo di Roma lo scorso 30 maggio e dedicato a imprese e Pa, ha fatto il punto sullo stato della trasformazione digitale, della conservazione dei dati e del rispetto della privacy in Italia, in una giornata che ha visto alternarsi interventi, interviste, tavole rotonde, ma anche performance musicali e intermezzi di puro intrattenimento. Molte sono state le testimonianze di alcuni tra i più autorevoli professionisti del settore.

Giovanni Manca, vicepresidente di Anorc, ha parlato della sua esperienza da coordinatore del gruppo di lavoro ‘Firme e Sigilli‘. “Sulla firma- ha detto Manca- abbiamo evidenziato il legame con la normazione nazionale e internazionale e soprattutto abbiamo parlato di questa nuova fattispecie di evidenza informatica che si chiama sigillo elettronico, ancora sconosciuta ai più, che è uguale a una firma anche se non firma un umano, ma un entità. Il suo obiettivo è di evidenziare l’integrità e la provenienza del dato. Durante i lavori – ha spiegato- abbiamo evidenziato che in tutta una serie di applicazioni è possibile usare il sigillo proprio perché non esiste un umano che valida il dato ma una procedura, un processo”.

Giuseppe Corasaniti, esperto di diritto informatico e magistrato della Cassazione, ha parlato di digitalizzazione nella giustizia, “come un progetto ancora da realizzare. Siamo ben lungi dall’arrivare a un sistema integrato tra le diverse componenti del sistema giustizia- ha detto- che deve avere al piu’ presto una dimensione digitale”.

Sul tema dell’evento, l’album The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd, il presidente Anorc, Riccardo Genghini, ha parlato del ‘lato oscuro’ della conservazione dei dati spiegando che “vengono utilizzati per profilarci, per fare marketing. Si tratta di dati senza autore che vengono conservati da soggetti che non si sa chi siano. Poi c’è il lato ‘luminoso’ cioè la conservazione a norma Agid e Eidas, che richiede obbligatoriamente che si sappia chi conserva, da dove proviene il dato e che l’attività di chi conserva sia vigilata. Ma ciò avviene sulla base di norme diverse- ha concluso Genghini- ed è per questo che Anorc ha creato delle sinergie con Agid per far sì che un conservatore italiano non debba scegliere tra regole italiane o europee per la conservazione di lungo periodo, grazie a regole di vigilanza e accreditamento uguali”.

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12 Giugno 2019
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