Camerun, cinque anni di carcere per l’influencer transgender Shakiro

Il Camerun è uno dei 31 Paesi in cui l'omosessualità è considerata reato. L'influencer e un'altra persona transgender hanno ricevuto il massimo della pena
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ROMA – In Camerun due persone transgender, tra le quali una influencer, sono state condannate a cinque anni di carcere dal tribunale di Douala con accuse di “tentata omosessualità, pubblico oltraggio e mancanza di una carta d’identità nazionale“. A riferirlo è stato uno dei loro legali, Richard Tamfu, si legge sul portale d’informazione Actu Cameroun. Le due imputate, all’anagrafe Loic Njeuken e Roland Mouthe, note con i nomi rispettivamente di Shakiro, celebrità della rete locale, e Patricia, erano state arrestate l’8 febbraio. Oltre che a cinque anni di detenzione sono state condannate dai giudici a pagare una multa da 200mila franchi Cfa, circa 655 euro. Se non fossero in grado di pagare la sanzione, alla quale andranno aggiunte le spese processuali, la loro pena potrebbe aumentare di un anno.

LA MOBILITAZIONE DEI MOVIMENTI LGBT+

Il Camerun è uno dei 31 Paesi dell’Africa dove l’omosessualità è considerata reato. Il massimo della pena prevista è quello a cui sono state condannate le due imputate, cinque anni e 200mila franchi Cfa di multa. Un’altra avvocata delle donne, Alice Kom, ha evidenziato che i giudici di Douala “non hanno tenuto conto del fatto che le imputate fossero incensurate” e ha reso noto che presenterà ricorso in appello. Dopo l’arresto di Shakiro e Patricia, i movimenti per i diritti delle persone Lgbt+ del Camerun si sono mobilitati per il loro rilascio, raccogliendo più di 10mila firme e oltre mille dollari. Una delle organizzazione che ha animato la campagna, Working For Our Wellbeing Cameroon (Wfw), ha scritto su Twitter che oggi gli attivisti “piangono”, non tanto per la sentenza in sé, “quanto per le ragioni che l’hanno motivata”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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