Mutilazioni genitali femminili, nel video di Aidos focus su consenso collettivo e cambiamento delle norme

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Esce l'ultimo dei quattro video lanciati dall'ong Aidos (Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo), realizzati nell'ambito di 'Costruire ponti tra Africa ed Europa per fermare le mutilazioni genitali femminili
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ROMA – ‘Il consenso collettivo e il cambiamento delle norme dannose: elementi trasformativi per il cambiamento’. È questo il titolo dell’ultimo dei quattro video lanciati dall’ong Aidos (Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo) e realizzati nell’ambito di ‘Costruire ponti tra Africa ed Europa per fermare le mutilazioni genitali femminili (mgf)’, progetto portato avanti dal 2016 nei due continenti, in particolare in Burkina Faso, Guinea Conakry, Mali, Mauritania, Senegal e altri Paesi africani sostenuti dal programma congiunto Unfpa-Unicef per l’eliminazione delle mgf (mutilazioni genitali femminili).

I video, diretti dalla regista e ricercatrice Adele Tulli e animati dall’illustratrice spagnola Peque Varela, sono stati realizzati da Aidos come supporto a un manuale a cura di Unfpa e Unicef di prossima pubblicazione e hanno affrontato quattro diversi temi. Il primo, lanciato in occasione della Giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili (mgf) del 6 febbraio, proponeva il focus ‘Dalla disuguaglianza di genere a norme sociali condivise’, mentre il secondo, diffuso per la Giornata internazionale della donna dell’8 marzo, ha indagato la questione delle ‘Dinamiche di una norma sociale: mutilazioni genitali femminili’. Il terzo si è concentrato, invece, su ‘La legislazione come strumento di cambiamento comportamentale e sociale’, e l’ultimo affronta l’importanza della collettività nel realizzare cambiamenti sociali e culturali, in particolare per abbandonare quelle pratiche dannose come le mgf.

“Questi video sono stati pensati per attività di formazione, ma ci siamo rese conto delle loro potenzialità comunicative: per questo li abbiamo condivisi sui nostri canali social e sul sito sottotitolati in diverse lingue, in modo che chiunque possa usarli come un autonomo ed efficace strumento formativo e di sensibilizzazione- dichiara all’agenzia di stampa Dire la presidente di Aidos, Maria Grazia Panunzi- La loro forza sta nell’affrontare temi complessi come quello delle mgf in una maniera il più semplice e interculturale possibile, grazie anche all’opportunità di visualizzarlo attraverso i disegni e la creatività di due artiste come Adele Tulli e Peque Varela”.

Ma a che punto è la conoscenza della pratica dannosa delle mutilazioni genitali femminili? “In Italia e non solo le mgf sono sicuramente conosciute, ma non sempre a fondo– risponde Panunzi- Sono un fenomeno molto complesso e, attraverso questi video, abbiamo tentato di affrontare proprio queste complessità. Per Aidos- conclude Panunzi- la cui collaborazione con Unfpa va avanti da molto tempo, la comunicazione e la formazione sono un grande traino per il cambiamento sociale, che è poi il tema dell’ultimo video che lanciamo”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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